Ritrovare le ragioni dello stare insieme, fare massa critica e sostenere con forza che venga dato corso alla Sentenza del Consiglio di Stato ed al successivo Decreto Commissariale che ha sancito, finora solo sulla carta, la riapertura dell’Ospedale “G. Chidichimo” di Trebisacce. E’ con questo obiettivo che l’amministrazione comunale di Trebisacce guidata dal sindaco Franco Mundo ha deciso di convocare un Consiglio Comunale “aperto e straordinario” in programma venerdì prossimo 17 novembre

 alle ore 17.30 presso il Miramare Palace Hotel, per chiamare a raccolta i sindaci e gli amministratori comunali dell’Alto Jonio, oltre naturalmente alla forze sociali ed alla società civile. «Attuazione della Sentenza del Consiglio di Stato n. 2151 del dicembre 2015 e del Decreto Commissaria n. 30 dell’aprile 2016”: questo l’unico punto all’ordine del giorno del Civico Consesso al quale, ovviamente, sono stati invitati gli organismi decisori i quali devono aggiornare le popolazioni locali sullo stato dell’arte e spiegare perché prosegue ormai da anno l’inspiegabile situazione di stallo. «In considerazione dell’importanza dell’argomento, - si legge nell’invito rivolto dal sindaco Franco Mundo e dal presidente del Consiglio Comunale Maria Francesca Aloise - si invitano le SS.LL. a voler partecipare al Consiglio Comunale che sarà chiamato a indicare quali devono essere le determinazioni più opportune da intraprendere». E’ finito infatti il tempo dell’attesa, quello degli impegni solennemente assunti e puntualmente disattesi: le popolazioni locali, stanche di essere portare per il naso e sorpresi dalle buone notizie che arrivano da altre realtà della Provincia (vedi Ospedale di Praia a Mare dove nei giorni scorsi è stato riaperto il Pronto Soccorso), vogliono sapere se ci sono e chi sono gli eventuali nemici dell’Ospedale di Trebisacce, quali sono, se ci sono, le cosiddette “forze oscure” che frenano la riapertura dell’Ospedale di Trebisacce. Certo, nessuno è pronto a farsi illusioni circa la possibilità che il “Chidichimo” possa ritornare ad essere il presidio sanitario di prima, ma non è più tollerabile che si continui a… menare il can per l’aia e che le popolazioni dell’Alto Jonio debbano ancora a lungo peregrinare in cerca di servizi sanitari dignitosi e contribuire, attraverso la mobilità passiva, a foraggiare i bilanci delle Regioni limitrofe ed a pagare sulla propria pelle i dissidi ed i conflitti d’interesse esistenti all’interno delle Istituzioni.

Pino La Rocca


 

 


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