Fallimentari le risposte del governo regionale su giovani, sviluppo e lavoro.
Le azioni messe in campo dalla Regione sulle politiche del lavoro sono sbagliate e fallimentari: i soli tirocini formativi non possono essere la risposta all’esigenza occupazionale che la Calabria chiede, serve un piano straordinario per il lavoro che dia risposte alle migliaia di lavoratori espulsi dal circuito produttivo ed ai tanti disoccupati di lungo periodo che giornalmente scelgono la via della migrazione per la carenza di possibilità in questa terra.

I bandi realizzati dalla Regione Calabria che dovevano avere l’obiettivo di favorire l’inclusione sociale ed il contrasto alla povertà ed alla disoccupazione non forniscono risposte alle istanza di migliaia di calabresi che vorrebbero vedere utilizzati i fondi comunitari in modo più proficuo e produttivo, creando occupazione sana e duratura. I tirocini formativi nel pubblico impiego finora avviati hanno creato solo manodopera gratuita per gli enti pubblici e pericola illusione fra gli addetti. E ad oggi, non solo non sono partiti tutti i bandi, ma per quelli partiti da mesi ai tirocinanti non è stata pagata alcuna spettanza.Lo strumento di contrasto alla povertà, misura temporanea e straordinaria date le condizioni economiche e sociali della Calabria, su cui doveva poggiare il piano di inclusione, parte integrante dell’accordo sottoscritto a dicembre, non ha visto la luce e non se ne conosce neppure lo stato di avanzamento. Le poche misure messe in campo finora hanno prodotto zero occupazione, ed i bandi destinati alle imprese solo aiuti economici per le parti datoriali senza generare occupazione duratura.Nella piattaforma rivendicativa unitaria presentata dal sindacato è previsto uno specifico spazio per i lavoratori espulsi dal circuito produttivo attraverso un modello di riqualificazione e ricollocazione che favorisca il reinserimento partendo dalle “linee guida degli appalti”. La proposta sindacale unitaria prevede che per ciascun appalto pubblico indirizzato alla realizzazione di grandi opere, costruzioni, una quota dei lavoratori avviati sia scelta dal bacino degli ex percettori di ammortizzatori sociali, al fine di valorizzare le competenze, le esperienze e le professionalità.A questo va aggiunto e rilanciato il piano proposto dal sindacato unitariamente per la messa in sicurezza e manutenzione del territorio, contro il dissesto idrogeologico. Un piano industriale più che mai necessario, costruzioni di grandi opere ed infrastrutture funzionali, come gli ospedali, un sistema della portualità e dell’intermodalità realmente integrato, affinché si creino le condizioni per uno sviluppo delle aree retro portuali ed industriali, finalmente produttivo, delle tante risorse calabresi finora inespresse.Un piano straordinario per il lavoro che nasca dal confronto con tutto il partenariato calabrese, che rivedendo i diversi strumenti di programmazione avrebbe da un lato il merito di creare sviluppo e miglioramento delle condizioni di vita dei calabresi, dall’altro dare risposte occupazionali ed all’esigenza di dignità rivendicata da migliaia di persone. Ma la Regione Calabria finora ha preferito la politica degli annunci e degli interventi a pioggia, rendendo vano il confronto di merito che pur era stato avviato con le parti sociali e datoriali, che aveva come finalità una serie di interventi strutturali e di prospettiva.Con la mobilitazione del 16 Novembre chiediamo un piano di azione concreto da parte del governo nazionale e della giunta regionale su investimenti e lavoro, che dia risposte a queste problematiche, per un reale cambio di passo della Calabria che appare più che mai indispensabile.  Da qui l’appello per una partecipazione massiccia delle forze sane della Calabria per una giornata di proposta e protesta.

Catanzaro 9 Novembre 2017 La Segreteria CGIL Calabria
 

 


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