Inaugurata, alla presenza del sindaco Franco Mundo e dell’esecutivo comunale al completo, oltre che di tantissimi rappresentanti del mondo della cultura, del terzo settore e più in generale della società civile, la “Memory of the Wordl” (la memoria del mondo) riprodotta in 30 pannelli rigidi, nei quali viene riportato il programma dell'UNESCO istituito nel 1992 e volto a censire ed a salvaguardare il patrimonio documentario dell'umanità 

dai rischi connessi all'oblio collettivo, alla negligenza, alla superficialità, al logorio del tempo e all’incuria degli uomini, oppure alla distruzione intenzionale e deliberata dei vandali. La Mostra, promossa dal “Club per l’Unesco Trebisacce e Alto Jonio” presieduto dal Giornalista Franco Maurella e dal Segretario Regionale di Italia Nostra arch. Angelo Malatacca, è stata inaugurata martedì 26 dicembre presso la Sala dell’ex Pretura, in via Savoia e qui resterà aperta fino a sabato 13 gennaio 2018. La “Memory of the Wordl”, che si propone di facilitare la conservazione dei documenti, di favorirne la fruibilità universale e di accrescere la diffusa consapevolezza dell’importanza del patrimonio documentario dell’umanità, è stata prima esposta a Parigi, quindi presso l’Archivio Storico Diocesano di Lucca e da qui è approdata a Trebisacce per iniziativa del dottor Leonardo Odoguardi, Cardiologo originario di Trebisacce ma residente per motivi professionali a Lucca, il quale si è adoperato in tutti i modi per consentire al suo paese d’origine di ospitare la prestigiosa rassegna di fatti, di luoghi, di documenti e di avvenimenti che hanno cambiato il destino del mondo e che l’organizzazione mondiale Unesco provvede a redigere e ad aggiornare annualmente attraverso un registro che include documenti di varia natura provenienti da tutto il mondo, tra i quali raccolta di testi, manoscritti, spartiti, documenti storici unici, immagini, registrazioni e filmati, tutti con il carattere dell’unicità e quindi meritevoli di essere conservati. Un esempio per tutti è rappresentato dal mandato di cattura emesso per l’arresto di Nelson Mandela, per non parlare di uno stralcio del Diario di Anna Frank. Tra questi, solo sette sono di matrice italiana e uno solo di provenienza calabrese. Si tratta del prestigioso Codex Purpureus Rossanensis custodito presso il Museo Diocesano della città di Rossano e che nel 2015 è stato riconosciuto meritevole di far parte della “Memory of the Wordl” in quanto patrimonio immateriale dell’Unesco. Si tratta, come è noto, di un manoscritto del VI Secolo contenente il Vangelo degli Apostoli Matteo e Marco riportato su fogli di pergamena colore porpora (da cui il nome “Purpureus”) che, sebbene mutilato di diverse pagine, rimane un documento di straordinario interesse sia dal punto di vista biblico/religioso, sia da quello artistico, paleografico e storico che documentario.

Pino La Rocca
 

 


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