| Scritto da Fabiola Pignataro, 30-07-2008 16:39 |
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Formazione e integrazione europea: "decolla" il progetto che la docente di origine coriglianese, scomparsa prematuramente, aveva iniziato in Romania Loredana fu una giovane insegnante di Lingua Italiana nell'Università di Iasi, in Romania. La comunità locale attraverso la signora Maria Concetta Fiorenza, di Schiavonea di Corigliano, familiare della defunta, apprende con fiera soddisfazione che a breve verrà erogata la borsa di studio a lei dedicata in favore di due studentesse rumene bisognose. Alla prematura scomparsa dell'insegnante,
secondo la volontà della stessa, le spese per fiori e manifesti sono stati devoluti per una giusta causa. Si è così istituita la Borsa di Studio “Loredana Battaglia”, che consentirà a studenti meritevoli di usufruire di un soggiorno di studio in Italia. In particolare il progetto di formazione verrà portato avanti dalle vincitrici della borsa di studio. Le due studentesse rumene, frequentanti il secondo anno di università, avranno la possibilità di studiare dal prossimo ottobre per sei mesi a Padova. Lo scorso 21 giugno, nella sala del Senato dell'università "Alaxandra Ioan Cuza", prestigioso ateneo rumeno, si è assistito alla commovente cerimonia di consegna del premio. Le due studentesse, Madalina Grigore e Daniela Onorica Ciobanu, durante l'evento hanno ringraziato Daniele Battaglia che dell'iniziativa è stato il promotore. Presenti alla consegna del premio anche i due vice rettori, Carmen Cretu e Henri Luchian, La capocattedra di Italiano, le insegnanti della cattedra, studenti e amici di Loredana. Loredana iniziò la sua carriera di educatrice prima a Crotone e dopo a Roma, nel 2005 dopo dieci anni di gavetta la grande occasione offerta dal centro culturale di Iasi in Romania. Il fratello Daniele spiega come la donna si sentisse ben accolta dalle istituzioni rumene e quanto entusiasmo nell'affrontare quell'incarico in un Paese che di agiatezze offre ben poco. Loredana è stata sempre impegnata a favore del sociale e dei suoi allievi più che verso la letteratura, insegnava l'arte di aprirsi a “nuovi mondi” e quindi ad avere atteggiamenti di tolleranza e umanità verso “l'altro”. Ed è proprio “l'altro”- concludono i familiari – il ragazzo che non appartiene a noi e che ha ridotte possibilità di crescita, che vorremmo aiutare in memoria di una persona che ha dato l'anima per questo.
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