| Scritto da Francesca Granata , 19-12-2009 15:41 |
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FIRMA ANCHE TU LA PETIZIONE CONTRO CHI VORREBBE CENSURARE UN VERO REALITY SHOW IN PROGRAMMA A ROSSANO PER IL PROSSIMO MESE DI APRILE  | La stagione teatrale rossanese, vanto culturale e orgoglio artistico del Comune e non solo, ha previsto per il mese di Aprile la messa in scena del monologo impegnato di Marco Travaglio, dal titolo Promemoria. Quindici anni di storia italiana. FIRMA PETIZIONE |
I fatti degli ultimi giorni sono noti: tale Tartaglia ha impugnato un souvenir del Duomo di Milano scagliandolo contro il volto del Presidente del Consiglio, il quale ne è rimasto ferito. Episodio grave, disdicevole, che non fa onore a un Paese civile; episodio per definire il quale si è usata l’espressione "atto di terrorismo". Si sono susseguite le trasmissioni televisive di approfondimento che hanno delineato un "clima di intolleranza e di odio" diffuso nel Paese, che avrebbe dato origine al gesto. Ad un certo punto dell’analisi, si è arrivati a cercare i "mandanti morali" dell’attentato. Da qui a individuare nella trasmissione Anno Zero la responsabilità del gesto di una persona poco equilibrata, il passo è stato breve. Santoro e Travaglio, dunque, mandanti morali, terroristi mediatici, responsabili del clima di odio e intolleranza che ha generato un gesto di violenza, e potrebbe ingenerarne altri. Non siamo politologi, non siamo antropologi e non vogliamo entrare nel merito della discussione. Siamo però amanti della verità e dell’informazione. E in quanto tali, la richiesta dell’Associazione il Baluardo, che vuole la sospensione dello spettacolo Promemoria dalla stagione teatrale rossanese, ci lascia perplessi. Il teatro, a partire dal mondo classico greco – e cioè a dire dal V secolo a. C. – è stato espressione di cultura, forma artistica di educazione del popolo, intrattenimento che eleva gli animi; è stato anche dissenso, ma non ha generato violenza. Chi va a teatro, in genere, non lancia sassi contro le persone. Chi va a teatro e legge magari matura una coscienza critica, e la coscienza critica porta l’uomo a crescere, migliorarsi, essere più libero. Lo spettacolo di Marco Travaglio Promemoria non può essere, secondo noi, mandante morale di gesti di violenza contro Silvio Berlusconi. Tale monologo si articola nelle seguenti parti: * I quadro: "1992-1993. A Tangentopoli c’erano le tangenti" * II quadro: "1992-1993. Tangentopoli non era solo a Milano: come la corruzione s’è mangiata la Prima Repubblica" * III quadro: "1993. Milano-Palermo andata e ritorno mentre l’Italia è squarciata dalle stragi di mafia e Riina finisce in galera, uno stalliere fa la spola tra Palermo e Milano e un manager Fininvest fa la spola tra Milano e Palermo. Poi nasce Forza Italia" * IV quadro: "1994-1996. Una storia troppo italiana. Silvio Berlusconi, i suoi misteri e il primo governo-vergogna" * V quadro: "1996-2001. La sinistra dell’inciucio e delle leggi ad personas" * VI quadro: "2001-2006. La bolla delle balle. Cinque anni di regime berlusconiano" * VII quadro: "2006-2007. Il ritorno del centrosinistra, una coa(li)zione a ripetere" * Epilogo: "Come siamo, come eravamo e come saremo. Avanti il prossimo: se non vi son bastati Andreotti, Craxi, Berlusconi e D’Alema, ora magari arrivano Lele Mora, Fabrizio Corona e Briatore. Eppure l’Italia ha conosciuto anche grandi cambiamenti e grandi uomini..." Si parla di Berlusconi, si; ma non si risparmiano i governi della Sinistra. Risulta evidente dal programma del monologo, sono "fatti". Che poi l’autore dello spettacolo possa, con le sue parole e le notizie che diffonde – che l’Associazione il Baluardo definisce "raccapriccianti farneticazioni" – creare clima di odio, lo si potrebbe contestare con le parole che lo stesso Travaglio ha pronunciato nel suo intervento settimanale sul blog di Grillo (anch’esso vituperato come fucina di terrorismo) di lunedì 14 dicembre. Il giorno dopo l’attentato al Presidente del Consiglio, dunque, ad essere precisi meno di 24 ore dopo, Travaglio pronuncia le seguenti parole, riascoltabili sullo stesso blog di Grillo: È stato un atto di violenza, la vista di una persona con la faccia fracassata e insanguinata è una vista, per quanto mi riguarda e spero anche per voi, disgustosa e preoccupante, non c’entra niente quello che si pensa del Presidente del Consiglio, non è quella la fine politica che gli può augurare una persona sana di mente e, una persona sana di mente, ovviamente si augura che Berlusconi venga sconfitto dai cittadini nelle urne, che Berlusconi venga processato e, se ha commesso dei reati, condannato e se viene condannato che sconti la pena, ma non è quella faccia insanguinata e devastata l’approdo che qualcuno deve cercare. Infatti chi ha provocato quella scena è un pazzo, è uno psicolabile. Non sta a noi dimostrare che Travaglio non è un "terrorista mediatico", sebbene ci preme sottolineare come il suo punto di vista sia quello costruttivo di una "lotta alle urne" e non della violenza che si teme possa provenire dalle sue parole. Dunque si potrebbe smontare anche un’altra motivazione addotta dal Baluardo per impedire la presenza di Travaglio, e cioè che lo stesso Travaglio "dal blog di Beppe Grillo, per circa 35 minuti, si permetteva di propagandare l’elogio dell’odio e della violenza, alimentando ulteriormente un clima già troppo riscaldato e cercando emuli alle azioni criminali e preordinate di un soggetto come Tartaglia". Quello che vorremmo è la libertà di recarci a teatro, a Rossano, ad ascoltare lo spettacolo. Fiduciosi nella cultura, nell’intelligenza dell’uomo, e nella libertà di pensiero e informazione. Vorremmo dar voce a quella parte di popolazione, che si è già resa presente nei commenti al comunicato dell’Associazione Il Baluardo, la quale desidera che il calendario teatrale venga mantenuto. Vorremmo dar voce a quanti credono che la cultura sia un modo per fermare la violenza, e non un atto sovversivo. Vorremmo, inoltre, dimostrare a Marco Travaglio il desiderio che continui a fare il proprio lavoro come ha fatto fin’ora, con i suoi toni particolari che possono non piacere, ma certamente con competenza e puntualità. Vi chiediamo di esprimere il vostro assenso con una firma a sottoscrizione del nostro appello. Una firma è una parola, la parola che dice: io ci sono. Una firma per difendere, ancora, il potere delle parole. Grazie.
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