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Home Basso Jonio Scala Coeli Scala Coeli / Aggredì la farmacista: condanna confermata in Cassazione
Scala Coeli / Aggredì la farmacista: condanna confermata in Cassazione
Scritto da redazione, 03-02-2010 10:18
Pagina vista 392

Scala Coeli - Gli "ermellini" hanno confermato la condanna a tre anni e sei mesi di reclusione nei confronti di Gennaro Vulcano, 48 anni, di Terravecchia, riconosciuto colpevole d'avere aggredito, nel marzo del 2005, la farmacista Maria Angela Guido a San Morello, frazione di Scala Coeli.

I Giudici della terza sezione penale della suprema Corte di Cassazione hanno dunque confermato la condanna stabilita nei due precedenti gradi di giudizio. In primo grado i legali di parte civile riuscirono a dimostrare la piena capacità di intendere e di volere dell’imputato al momento dell’aggressione. Vulcano, nella circostanza, entrò nella farmacia e aggredì la titolare che venne salvata grazie all’intervento di una persona che bloccò l’aggressore riuscendo a consegnarlo ai Carabinieri accorsi sul posto.


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Commenti utenti (1)
Postato il Mimmo, 07-02-2010 16:44, IP 79.44.178.136
1. La legge NON è uguale pertutti.
Premetto che ho sempre condannato la violenza, specialmente quella sulle donne e sui minori. 
Anni fa, coloro che erano affetti da patologie psichiche anche di poco conto, venivano rinchiusi, probabilmente perchè i medici non avevano le conoscenze appropriate al caso. 
Oggi nel 2010, non è cambiato nulla, coloro che soffrono di DEPRESSIONE,(patologia logorante, dovuta da diversi fattori, con diverse tipologie e diversi risvolti, della quale si conosce una minima parte), vengono trattati e additati come i peggiori terroristi sanguinari, mentre la loro unica colpa è di esserne afflitti involontariamente e di comportarsi a volte come la stessa suggerisce ad un cervello MINORE. Non c'è nessun farmaco che la prevenga o che la curi sertiamente, tranne taluni calmanti che fanno diventare i pazienti come dei vegetali. 
Se un Oggetto è stato ACCERTATO e poi ACCETTATO incompatibile con il regime carcerario, appunto per la sua patologia, pechè ora si trova dietro le sbarre. Probabilmente perchè in un paese civile come il nostro non c'è posto per gli AMMALATI, così come gli Ebrei per Hitler? 
E' il caso che qualche Ermellino si informi sulle malattie psichiche, e tratti il caso pensando ad una Persona e non ad un numero. 
Qualcuno pagherà.
 
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