| Scritto da redazione, 08-02-2010 10:13 |
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IL PROFESSOR GIOVANNI FERRARI, DOCENTE PRESSO L'UNIVERSITA' MAGNA GRAECIA DI CATANZARO, SFERRA UN DURO ATTACCO AGLI AMMINISTRATORI ED AI POLITICI LOCALI "La memoria mi riporta al 1946, e precisamente al romanzo di Jean Paul Sartre “Morts sans sepulture”. Un romanzo, ambientato nel clima della Resistenza europea al nazismo, incentrato sulla contraddizione tra morale e politica, tra sfera individuale e contesto storico, quello della costrizione fisica nella sua forma più violenta: la tortura.
Questa situazione limite assume il carattere d’una specie di sfida infernale tra torturati (i partigiani francesi prigionieri) e torturatori (i miliziani di Vichy). La posta in palio non è tanto l’informazione che i miliziani cercano di estorcere, quanto la prova se i partigiani siano vili o no. Può sembrare veramente assurda questa premessa, quest’accostamento tra il romanzo di Sartre e quello che vergognosamente accade al cimitero di Corigliano. Anche se le situazioni storiche sono completamente diverse (1946-2010), la sostanza non cambia. Basta recarsi al cimitero di Corigliano per assistere ad un’assurda e vergognosa realtà: molte bare (tra cui quella di mio fratello scomparso la scorsa settimana) vengono letteralmente depositate in magazzini a data da destinarsi per avere degna sepoltura. Accade in una città come Corigliano, di circa 40 mila abitanti, ricca d’una gloriosa storia, ricca d’una forte economia. Purtroppo, con mia profonda amarezza, devo constatare la totale incapacità di amministratori e politici insensibili alla storia, alla cultura e alle tradizioni del territorio, che non si occupano dei problemi della gente, della vita quotidiana, dello sviluppo socio-economico del territorio, ma soltanto dei loro profitti nei campi dell’edilizia e del commercio". Prof. Giovanni Ferrari, Università Magna Graecia di Catanzaro
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