| Scritto da redazione, 06-02-2010 10:30 |
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NELL'ORARIO E CON L'AUTO DI SERVIZIO SI CONCEDEVA PAUSE "A LUCI ROSSE" Corigliano - Doppiamente infedele. Alla moglie quanto allo Stato che gli ha dato il lavoro. Storia d'un impiegato: ma non è il titolo del primo album del grande e compianto Fabrizio De Andrè. Lui, un 50enne residente a Rossano, è un impiegato dell'Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza "di stanza" giustappunto presso il distaccamento rossanese. E con lui, ovviamente, c'è una lei.
Una prostituta 27enne di nazionalità rumena. Lei "di stanza" sulla Statale 106. Ma c'è pure un'altra stanza: quella d'un alberghetto ubicato proprio lungo il serpentone della trafficata Statale che attraversa il Coriglianese. E c'è un'auto: una Fiat Punto con le "insegne" dell'Azienda Sanitaria Provinciale. E infine ci sono i Carabinieri. I quali, attesa la coppia all'uscita del "nido del sesso", a lui stringono le manette ai polsi con le accuse di peculato e truffa, oltre alla notifica della salata multa in ossequio all'ordinanza comunale antiprostituzione, mentre lei viene multata per il classico "invito al libertinaggio" per essersi offerta ad un angolo di strada. Il singolare episodio è accaduto durante la giornata di ieri. Dalle imbarazzanti indagini è emerso che l'impiegato (di cui non sono state rese note le generalità) dopo aver vidimato il tesserino magnetico di riconoscimento presso il proprio ufficio, s'era recato a Cosenza per il ritiro di alcuni documenti presso la sede centrale dell'Azienda Sanitaria per poi fare ritorno a Rossano. Con propedeutica tappa coriglianese lungo la Statale all'altezza di contrada Torricella. La "storia" s'è conclusa a Rossano, proprio dove era cominciata e dove l'impiegato infedele risiede. Non però nella casa di famiglia bensì nella locale casa circondariale, in attesa del giudizio per direttissima. Nella stessa giornata di ieri i Carabinieri della Compagnia cittadina hanno tratto in arresto, nei pressi di Schiavonea, un giovane immigrato clandestino d'origine palestinese inottemperante al decreto d'espulsione emesso nei suoi confronti dal Questore di Cosenza lo scorso 28 gennaio. Anche per quest'ultimo si sono aperti i cancelli del carcere di Rossano in attesa del giudizio direttissimo.
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