Replica a "Il Tribunale chiude? E chissenefrega!" PDF Stampa E-mail
Scritto da Amerigo Minnicelli   
Martedì 03 Luglio 2012 16:31

«Caro Raffaele,

ho letto il tuo articolo e non mi sono scandalizzato affatto. Ti conosco da tantissimi anni e ne ho compreso bene il senso. Però non mi sembra molto intelligente affermare che se ad esempio un Comune venisse chiuso per inefficienza oppure se la stessa sorte toccasse ad una ferrovia o ad un ospedale, potremmo, anzi dovremmo rimanercene indifferenti. Dovremmo, viceversa batterci perché l'istituzione Comune restasse al suo posto e divenisse efficiente al apri di una linea ferroviaria o di un ospedale. Convengo che un Tribunale possa essere un "cesso" e che gli operatori possano essere  dei "maniaci sessuali", però allorché  un cittadino si devesse separare dalla moglie o chiedesse il fallimento di una ditta debitrice o quando avesse bisogno di un certificato Penale o venisse citato da un qualche "coglione" che volesse dei soldi o altro, ebbene, solo per citare alcuni esempi, quel signore dovrà muovere il suo "deretano" e invece di fare 15 chilometri per adire il suo attuale "cesso di Tribunale" ne dovrà fare dai 50 ai 100, per trovarne un altro. magari altrettanto o più "cesso" del primo. Non mi pare che sia la stessa cosa !!!
Caro Raffaele,
se vorrai una risposta più articolata e meno diretta, ti prego di leggere il documento allegato che è stato redatto sull'argomento Tribunale e anche oltre, dal Sindacato Avvocati Calabria di recente istituzione.
Ti segnalo inoltre come invito, una prossima riunione presso l'Hotel Minerva di Marina di Sibari per il 9 luglio alle ore 18, convocata per discutere con tutti gli interessati e con il concorso dei responsabili e delegati di quante  più associazioni e comitati sono operanti nella Piana di Sibari, sul tema di quale risposta si debba dare a questo stato di cose assolutamente negativo, dove la nostra classe dirigente (compresa quella politica ma non solo) appare assolutamente subalterna e dipendente dai diversi livelli extra zonali (Provincia, Regione, Stato), nei confronti dei quali invece va condotta una vertenza e se necessario anche contrapporre un movimento antagonista.
Buona lettura e attendo tue nuove»
Amerigo Minnicelli    
    

 

SINDACATO AVVOCATI CALABRIA

-QUALCHE RIFLESSIONE IN TEMA DI SOPPRESSIONE DEL TRIBUNALE  DI  ROSSANO e/o CASTROVILLARI.

-RESTITUIAMO ALLA POLITICA IL RUOLO CHE LE COMPETE.



1)- LA PREMESSA.
È giusto che in questo documento in primo luogo si renda merito a quanti cittadini e istituzioni si stanno prodigando per salvare il ns. Tribunale dalla soppressione e soprattutto un grazie particolare va ai giovani che si stanno sacrificando per il bene comune e stanno lottando per ottenere qualcosa nell’interesse di tutti.
Tuttavia, fatta la doverosa premessa, dobbiamo riconoscere che da molti anni, una parte, forse la più attenta, tra quelle che oggi sono in campo per la difesa del Tribunale, è partita dalla convinzione profonda che soprattutto la trascuranza delle esigenze territoriali più elementari: Sanità, Trasporti, Viabilità, Infrastrutture, Scolarità, Investimenti Produttivi da parte della Provincia, della Regione e dello Stato, è dovuta alla Classe Dirigente territoriale nel suo complesso (anche agli Ordini Professionali). Infatti se quella avesse assunto le iniziative politiche e amministrative più idonee a fronteggiare e rimuovere lo stato di vero e proprio vassallaggio da parte dell’arco dei Comuni della Presila, della Sibaritide e del Pollino, nei confronti delle Autorità centrali, non saremmo giunti a tal punto. Non si dimentichi mai che nessun altro territorio regionale come il nostro contava e conta tuttora Istituzioni comunali come Rossano e Corigliano Calabro, già di fatto conurbati, con più di 80 mila abitanti effettivamente residenti nonché  il prodotto interno lordo economico regionale più rilevante. Inoltre  esso esprime numerosi luoghi di straordinaria importanza paesaggistica e culturale che sono posti lungo l’Arco che si distende (quasi tutto in pianura e fronte mare) da Fiume Nicà-Cariati fino ad oltre Roseto Capo Spulico, passando per Calopezzati, Mirto, Rossano, Corigliano, Cassano, Trebisacce, Rocca Imperiale ed alle cui spalle vi sono montagne tra le più belle d’Europa. In tale ambito territoriale che rappresenta più della metà della smisurata Provincia di Cosenza, quest’ultima sì grande che qualcuno la paragona persino ad una piccola Regione, operano lungo tre secoli i Tribunali di Rossano e di Castrovillari che al pari di altri cosiddetti Minori e di gran parte dei Maggiori, hanno sofferto, particolarmente nell’ultimo trentennio e soprattutto dopo la soppressione delle operose Preture, di un’inefficienza cronica e ciclica dovuta unicamente o principalmente al periodico trasferimento di Magistrati per cause e ragioni affatto connesse con la loro personale collocazione in loco, anzi. A pieno organico (quasi mai raggiunto) i due Tribunali offrono un indispensabile servizio. Viceversa, azzoppati dai trasferimenti di Magistrati ogni tre o quattro anni, risultano, nel complesso, largamente inefficienti. Invece di risolvere, in qualche modo, tale problema, “menti eccelse” – assimilabili a quelle che hanno voluto la soppressione delle Preture – sognavano, ed ora praticano, gli accorpamenti, illudendosi che nella dimensione maggiore dei presidi giudiziari si possa (meglio) nascondere o diluire la loro strutturale inefficienza dovuta alla carenza di personale e all’eccesso di litigiosità. Accorpando, quindi, non si supera il problema della mancanza d’organico e in tal senso, l’accorpante Cosenza (?) o le accorpatissime Corti d’Appello, Tribunali Amministrativi Regionali e Sezioni della Corte dei Conti, sono dimostrazione lampante di perpetua inefficienza. Oppure non è vero? Ed allora se l’accorpamento dei Tribunali nella nostra Provincia (a Cv o a Cs non ha molta rilevanza) NON risolverà alcun problema, tanto meno economico - come si è giustamente fatto osservare nell’ultima Relazione presentata dalle Istituzioni locali - c’è da chiedersi a chi serve e perché si vuole attuare un accorpamento in un posto sbagliato come la Provincia di Cosenza?
2.1) PERCHE’.
Soprattutto dopo l’agguato consistito nella soppressione (INUTILE E QUINDI DANNOSA) da parte della Giunta Regionale pro tempore, dell’Azienda Sanitaria della Sibaritide che era la maggiore e la meglio amministrata di tutte le altre, non si sono tratte, se non dai soliti noti, le dovute considerazioni e soprattutto non si sono adottate le indispensabili contro misure, come quella che fin dall’anno 2001 si fece circolare in ogni dove con l’idea di ovviare alla carenza di potestà  amministrativa elevando il territorio al rango di grande concentrazione urbana. Rossano e Corigliano poste sullo stesso confine fisico; abitate da oltre 80 mila persone; collegate tra loro da infrastrutture anche se non di prim’ordine; già (purtroppo) munite di adeguate sedi amministrative (ASL, Agenzia delle Entrate, sede INPS, Tribunale Circondariale, Penitenziario, Discarica Consortile, sede decentrata Camera di Commercio e dalle sedi periferiche delle principali Banche, Assicurazioni, dell’Enel, Telecom, Sindacati, Partiti, Associazioni territoriali e loro emanazioni Nazionali ed Internazionali) se si fossero già conurbate e poi fuse in un unico Comune con due Municipalità, avrebbero potuto, nei futuri assetti, ottenere di tutto e più sia sul piano della finanza pubblica che su quello politico e della rappresentanza. Su questa posizione esposta in estrema sintesi, possiamo testimoniare che nei dieci anni che sono seguiti, abbiamo raccolto adesioni in tutti i settori della vita pubblica e privata, economica e istituzionale e perfino nell’ambito più elevato della politica. Tuttavia nello steso decennio, i vertici delle due Municipalità non sempre dello stesso segno politico e quasi sempre composte da avvocati e altri professionisti tra i più accorsati, sono rimasti sordi a tale ipotesi, tanto ardita quanto di facile attuazione, bastando solo due Delibere di Consiglio Comunale. Ma il desiderio e la pratica della moltiplicazione delle poltrone da una parte e la malefica influenza della politica centrale (Provincia e Regione) non hanno fatto progredire di un solo passo la politica  dell’avvicinamento delle due Città già inutilmente incluse nella stessa Area Urbana che è rimasta una semplice petizione poggiata su nulla di funzionale.  
2.2)-Qualcuno.
Qualcuno ricorderà quella terribile intercettazione telefonica di quel tizio che, ridendo, precognava ad un altro della stessa “famiglia”, le utilità economiche che ad essa (famiglia) sarebbero derivate dal terremoto dell’Abruzzo. Nella storia è sempre stato così: dal bene e dal male, in egual misura, torna vantaggio per qualcuno. Tutto sta a vedere se per ottenere quel vantaggio, gli interessati operano lecitamente o meno.  Vogliamo dire che se avvenisse una specie di “terremoto” nell’ambito della geografia giudiziaria per “razionalizzare gli Uffici” e sopprimere Tribunali veramente inutili posti tutti al Centro-Nord, nessuno potrebbe avere a che ridire. Ma se qualcuno volesse o potesse estenderne gli effetti da qualche parte senza che ce ne fossero le condizioni ed al solo scopo di avvantaggiarsene o avvantaggiare qualcuno, tutto ciò non sarebbe né giusto, né commendevole, anzi. A ns. avviso, non bisogna nasconderlo, in questi anni e approfittando della spinta verso il cosiddetto risparmio, la politica provinciale e, sull’onda, quella regionale, hanno ostacolato il naturale verificarsi del decentramento amministrativo, arruolando, al suo seguito, la classe politica locale con promesse di prebende e riconoscimenti personali.  In questo vasto e importante territorio si è giocato sempre a sparigliare le carte e a non creare nulla che potesse darle una qualche pur minima autonomia. In controtendenza solo la Riforma Sanitaria statale dalla quale nacquero le Unità Sanitarie Locali a Corigliano ed a Rossano, di poi accorpate in una sola, rendendo così al territorio, per la prima volta nella sua storia post bellica, una vera sede decisionale che per più decenni, nel bene e nel male, ci ha dato servizi e dotazioni autonome (dipendenti cioè dalla Regione senza la mediazione della Provincia). In virtù di quei provvedimenti in materia sanitaria cominciò, lentamente ad aprire le porte un minimo di decentramento anche in altri ambiti.
2.3)-Tutto.
Tutto fino a quel fatidico anno in cui, da  notte  e  notte, la Regione  Calabria con il consenso di tutte le forze politiche, disciolse le Aziende Sanitarie diverse da quelle provinciali. In Provincia di Cosenza il Capoluogo è tornato a mettere cappello sul nostro destino sanitario e quant’altro e si appresta a toglierci tutto il resto con un antistorico ritorno al passato allorché anche per comprare alla “Standa” si andava a Cosenza.
Inutile dire che taluno disse e scrisse queste cose ma i Politici nostrani contraccambiati con una scorza di “cacio cavallo silano” si sono sempre piegati e non sono mai passati al contrattacco che poteva e doveva essere:

1-Dichiarare  la conurbazione-unificazione di fatto (e poi di diritto) delle due Città di Rossano e di Corigliano con apposite Delibere;

2-Richiedere la mutazione della geografica amministrativa sanitaria e quella più generale, attraverso una vertenza politico-amministrativa che non lasciasse scampo alle autorità provinciali, regionali e nazionali;

3-Ottenere lo scopo del decentramento anche in applicazione delle norme mai invocate, sui Distretti, sugli Ambiti o Aree Provinciali;

4-Lanciare una vertenza generale della Sibaritide, del territorio Jonico-Silano e del Pollino che vedesse uniti tutti i Comuni nel chiedere le necessarie infrastrutture per il turismo, l’agricoltura, l’Artigianato e la Piccola-Media Industria di trasformazione dei prodotti della terra sia per l’auto consumo che per l’esportazione nazionale ed estera;

5-Procurare i fondi in sede locale ed extra locale per la salvaguardia idro-geologica dell’intero territorio mettendo in vendita tutto quanto possibile in mano agli Enti Locali territoriali ed allo Stato compresi i milioni di metri cubi di inerti che giacciono incolti e pericolosi nei nostri corsi d’acqua: torrenti, fiumare e fiumi;

6-Avviare una colossale eco-pulizia dei luoghi, ricorrendo anche al volontariato e fare della nostra Terra la più eco-compatibile d’Europa.

Quale migliore di questo, il compito della Classe dirigente politica e burocratica?
Non lo si è voluto fare e si è mandato tutto al macero della diseconomia sterile e decivilizzante in atto fino dagli anni settanta e della quale oggi partiamo tutte le conseguenze. Nemmeno la grande vittoria della vertenza contro la “carbonizzazione” della centrale Enel è servita ad aguzzare gli ingegni della ns. classe politica che oggi insegue se stessa contro la soppressione del Tribunale e domani non sappiamo come condurrebbe la stessa battaglia se fosse riproposta la riconversione a carbone della stessa Centrale.
   
Presidi e professori (la Scuola); Dirigenti medici e paramedici (la Sanità); Segretari Comunali, Dirigenti di strutture complesse comunali, provinciali e regionali (gli Enti locali); Funzionari e Impiegati di Stato (lo Stato); Presidenti e Giunte di Ordini Professionali e professionisti; semplici cittadini commercianti, braccianti, artigiani, disoccupati, studenti (la Società Civile), insomma tutto questo è un grande esercito che sta fermo ad attendere non si sa che cosa. Ebbene mettiamolo in moto verso la salvezza di questi luoghi e per la loro rinascita politica e amministrativa, a dispetto della loro prossima e ineluttabile disgregazione prodotta infine anche dallo scippo del Tribunale che senza una vera proposta politica, nessuno potrà salvare. Infatti se salveranno Rossano, dovranno fare lo steso con Paola e Lamezia Terme e viceversa. Ma questa Politica rappresentata oggi da Monti, domani da altri,  dovrà fare i conti con le rappresentanze della Magistratura contro la quale non si metterà mai perché i Magistrati ce l’hanno in pugno, essendo al più  composta da smidollati, incompetenti e talvolta anche ladri.
Troviamoci per discutere non solo del Tribunale ma del futuro di questa nostra meravigliosa terra e così salveremo con il Tribunale tutto il “cucuzzaro”.

CREIAMO UN SISTEMA CHE FACCIA NASCERE AL PIU’ PRESTO UNA O PIU’ FORZE POLITICHE INDIPENDENTI E LOCALI CHE ABBIANO LO SCOPO DI PROMUOVERE LA DIFESA DEL TERRITORIO E DIAMO AD ESSE, A PARTIRE DALLE PROSSIME ELEZIONI TUTTI I VOTI POSSIBILI E QUESTO NS. PROGETTO FACCIAMOLO CONOSCERE A CHI DI SOVERE DI MODO CHE PRENDA PAURA;

AGGREGHIAMO SU QUESTA LINEA TUTTE LE ASSOCIAZIONI TERRITORIALI CHE ABBIANO UNA DEGNA RAPPRESENTANZA E COOPTIAMO TUTTI I LORO PRESIDENTI E DIRIGENTI.

TEMPO DUE O TRE MESI AVREMMO LA PROVINCIA, LA REGIONE E LO STATO, CON LE MUTANDE IN MANO INTORNO AD UN TAVOLO, PRONTI A TRATTARE SUL DECENTRAMENTO DEGLI UFFICI; SUI TRASPORTI (AEREOPORTO E FERROVIE COMPRESI); SUL NUOVO OSPEDALE CHE MINACCIANO DI NON REALIZZARE; SUL TRIBUNALE E SU TUTTO CIO’ CHE IL MOVIMENTO INDICHERA’;

UNITI E CON LE IDEE CHIARE CHE VUOL DIRE SENZA AMBIGUITA’ SI VINCE MA A CONDIZIONE CHE LA BATTAGLIA PARTICOLARE (ES. TRIBUNALE) SIA INSERITA IN UN DISEGNO PIU’ GRANDE DEL QUALE ABBIAMO ESTREMO BISOGNO COME PER UNA VERTENZA CHE SE NON LA SAPREMO IMPOSTARE ACCADRA’ CON IL TRIBUNALE QUEL CHE E’ ACCADUTO FINO AD ORA PER GLI ALTRI UFFICI E PER IL NS. DESTINO DI CITTADINI AVENTI DIRITTI UGUALI AGLI ALTRI.

Il Segretario Circondariale Castrovillari Vincenzo Malomo
Il Segretario Circondariale Rossano Amerigo Minnicelli
Il Segretario Regionale Carlo Paduano
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