Nuovo Ospedale della Sibaritide: Scopelliti è in malafede PDF Stampa E-mail
Scritto da Comunicato Stampa   
Martedì 10 Luglio 2012 10:13
E' vero che il Governo nazionale non ha ancora rinnovato i poteri commissariali, scaduti il 31 dicembre scorso, di cui oggi si lamenta il Presidente Scopelliti, ma ciò non assolve Scopelliti dalle sue gravi responsabilità, che stanno causando oltre due anni di ritardo all'avvio della cantierizzazione del Nuovo Ospedale della Sibaritide.
Il 23 giugno scorso, con l'importante manifestazione a sostegno del nuovo Ospedale, abbiamo voluto mandare segnali di compattezza territoriale, preferendo dare risalto alle scelte unitarie fatte dal Territorio, già nel lontano 2006, e a cui bisogna dare continuità. Per CGIL-CISL-UIL, quella manifestazione ha voluto rappresentare un momento di ripartenza, per consentire alla vicenda del nuovo Ospedale di riprendere slancio e vigore. Ma di fronte alle malcelate bugie e alle inerzie interessate non si può tacere.
Scopelliti dovrà spiegare - ancora non lo ha fatto - perchè non ha avviato la gara d'appalto già nella seconda metà del 2010; eppure, all'atto del suo insediamento, aveva già tutto: il finanziamento statale per circa 70 milioni di euro, il mutuo regionale per 30 milioni, il progetto preliminare predisposto da un consorzio di Tecnici precedentemente incaricato; aveva il sito, a contrada Inziti di Corigliano; ed era stata superata anche la diatriba sulla presunta "secolarità" delle piante d'ulivo, rivelatasi inconsistente. Era stato trovato anche l'accordo con tutti i Proprietari del sito individuato, i quali, nessuno escluso, avevano sottoscritto l'atto di sottomissione all'esproprio. Di colpo, il Presidente Scopelliti ha deciso, di propria esclusiva iniziativa essendo neo-commissario per l'emergenza sanitaria, che il progetto non andava bene: pertanto, la redazione del progetto veniva affidata a "Infrastrutture Lombarde spa", pur nella consapevolezza, denunciata dalla CGIL Regionale e sancita dall'Authority per la Concorrenza, che la società lombarda non poteva avere l'affidamento diretto dell'incarico: questo costa ai Calabresi l'1,5% del valore del progetto, ossia tre volte quanto si sarebbe dovuto dare al consorzio di Tecnici già estensori del primo progetto. Superato lo scoglio progettuale, che già ci è costata la perdita di oltre un anno di tempo, e avviato l'appalto (siamo a settembre 2011), il Commissario Scopelliti, sempre di sua iniziativa, prorogava i termini di scadenza per la presentazione delle offerte, dal 14 dicembre 2011 al 20 gennaio 2012, ossia a dopo la scadenza del suo mandato. Ignoranza, malafede o perfido calcolo?
Da oltre un anno, la Sanità sulla fascia jonica cosentina cammina sulla sola gamba dei tagli e dei ridimensionamenti, e non anche sull'altra gamba della riconversione e del potenziamento. Questa è l'unica area della Calabria ad avere un rapporto posti-letto/residenti pari all'1,3 per mille, di gran lunga inferiore ai livelli minimi nazionali del 2,6 per mille per le sole acuzie, e in forte squilibrio con ben altri dati regionali (in aree del Reggino si arriva addirittura al 6 per mille).
Scopelliti dovrà spiegare, assommando nella sua stessa persona i poteri commissariali per l'emergenza sanitaria e per il rientro sanitario, se è a conoscenza di questi gravi squilibri, che minano il diritto alla salute dei Cittadini della Sibaritide; se è consapevole che da due anni la Calabria sta pagando le rate di mutuo per un'opera che ancora è di là da venire; se in qualche modo avverte il peso, politico e morale, di aver chiuso Ospedali come Cariati e Trebisacce, senza avviare conseguentemente una rete integrata territoriale, nè avviare il cantiere del Nuovo Ospedale della Sibaritide, che ridarebbe speranza di una più moderna Sanità. Se è consapevole che un investimento complessivo di circa 130 milioni di euro, comprensivo di quote statale, regionale e privata, avrebbe dato fiato a centinaia di disoccupati che per alcuni anni avrebbero potuto lavorare nella cantieristica del nuovo Ospedale. Se sa che i proprietari espropriati, non sono stati ancora ristorati del dovuto, e che da due anni i fondi agricoli di quei signori non sono coltivati a dovere, per timore di decisioni che tardano ad arrivare. Il Commissario per il rientro della spesa sanitaria deve anche spiegare perchè nell'area jonica aumentano i "viaggi della speranza", che costano sacrifici e denaro ai Cittadini e alle casse regionali. Scopelliti non ha una buona rappresentanza nemmeno sul territorio: cosa dice in merito il suo gruppo consiliare regionale, eletto con i voti della Sibaritide? Si è levata una voce di protesta contro questo stato di cose? E' stata presentata qualche interrogazione al Consiglio Regionale?
E' facile, ora che lo fanno tutti, dare in testa alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, rea in questo caso di non aver prorogato i termini del commissariamento scaduti il 31 dicembre scorso. Ma un'ultima osservazione è lecita: considerati i due anni di inerzia assoluta, è probabile che il Presidente Monti, prima di riaffidare i poteri emergenziali, vorrà capire perchè con quegli stessi poteri non si è agito con tempestività ed urgenza, ma anzi si è fatto di tutto pur di perdere tempo.

Vincenzo Casciaro
Responsabile CGIL Area Urbana Corigliano-Rossano 
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