| OPERAZIONE ANTI-'NDRANGHETA A CASSANO |
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| Scritto da Fabio Buonofiglio | ||
| Martedì 12 Ottobre 2010 09:08 | ||
emesse dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro sono state eseguite alle prime luci dell'alba dai Carabinieri del Comando provinciale di Cosenza diretto dal nuovo colonnello Francesco Ferace e del Reparto Operativo Speciale di Catanzaro. I destinatari delle misure restrittive sono presunti appartenenti alla cosca di 'ndrangheta guidata dalla famiglia Forastefano operante nel Cassanese e nell'intera Piana di Sibari. L’operazione, denominata "Ultimo atto", avrebbe consentito di fare luce su tre omicidi. Nel corso delle numerose perquisizioni domiciliari i Carabinieri hanno anche sequestrato droga ed armi. Tra gli omicidi i cui presunti mandanti, autori e complici sono stati identificati ed arrestati, figura pure quello dell'operaio incensurato cassanese Fazio Cirolla, 42 anni, ammazzato per sbaglio il 27 luglio dello scorso anno perchè somigliava al vero bersaglio dell’agguato, Salvatore Lione, ex presunto reggente della cosca Forastefano ed oggi collaboratore di giustizia. Al momento dell'entrata in azione dei killer della 'ndrangheta, il povero Fazio Cirolla si trovava nell'autosalone di contrada Murate, nei pressi di Sibari, dove si trovava pure l'uomo che era il vero "bersaglio" dei sicari, vale a dire Salvatore Lione, il proprietario dell'autosalone. L’uomo "sbagliato", che era in compagnia di due dei suoi quattro figli, s'era recato nell'autosalone per acquistare un’autovettura. Improvvisamente fu raggiunto da tre colpi di pistola calibro 9 sparati dai due killer sotto gli occhi atterriti del figlioletto di quattro anni, mentre la vittima predestinata, avendo intuito alla vista dei killer, s'era già lanciato da una finestra ed era fuggito via. Secondo gl'inquirenti a Fazio Cirolla fu fatale proprio la somiglianza con Salvatore Lione. Quest'ultimo, divenuto nei mesi scorsi collaboratore di giustizia, con le sue dichiarazioni ha contribuito all'identificazione dei presunti autori del fatto di sangue. Salvatore Lione non sapeva d'aver preparato le armi che servivano a ucciderlo, ma si è salvato perchè ha riconosciuto il passamontagna del killer. Il proprietario dell'autosalone di contrada Murate era, infatti, il responsabile dell'arsenale della cosca Forastefano. Ed era lui, senza ombra di dubbio, il vero obiettivo dei sicari nell'agguato del 27 luglio 2009. Nei giorni precedenti l'armiere del clan aveva dunque avuto la richiesta di preparare delle armi senza sapere che erano destinate proprio a lui. Quando però ha visto spuntare il passamontagna dalla porta, mentre parlava con l'operaio incensurato Fazio Cirolla che stava trattando per l'acquisto di un'automobile nel suo ufficio, lo ha riconosciuto immediatamente e grazie ai riflessi pronti è riuscito a scampare al fuoco nemico. A rimanere ucciso è stato invece l'innocente cliente. L'operazione "Ultimo atto", coordinata dal sostituto procuratore della Dda di Catanzaro Vincenzo Luberto, ha portato pure all'identificazione dei presunti responsabili degli omicidi di Nicola Bruzzese e di Antonio Bevilacqua, ammazzati rispettivamente l'8 giugno del 2003 e il 28 febbraio del 2004. L'inchiesta che ha portato agli arresti di stamane è stata avviata sulla scorta delle dichiarazioni rese dai nuovi collaboratori di giustizia, Salvatore Lione, Samuele Lo Vato alias "Il siciliano" e Lucia Bariova, quest'ultima compagna di Vincenzo Forastefano fratello del presunto boss Antonio Forastefano. Durante il blitz che ha portato agli arresti uno degl'indagati ha accusato un malore. Nella caserma del Comando della Compagnia di Corigliano, dove l'arrestato si trovava, è intervenuta un'ambulanza per prestargli le necessari cure. Le sue condizioni sono poi migliorate. «Si ritiene di aver davvero dato il colpo finale alla cosca Forsatefano», ha detto il colonnello Francesco Ferace, Comandante provinciale dei Carabinieri. Sono tre gli arrestati di questa mattina: si tratta di Archentino Pesce e di Francesco Caporale, ritenuti rispettivamente il killer e la vedetta del delitto di Fazio Cirolla, che fu ucciso per errore, sotto gli occhi del figlio, nel luglio dell’anno scorso, quando si trovava in una concessionaria di auto. In effetti sarebbe stato Salvatore Lione la vittima designata, colpevole di aver gestito male la «bacinella» dei Forastefano, ovvero i fondi del clan. |
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