| Scritto da Fabio Buonofiglio, 30-07-2010 16:09 |
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TRA GLI APPLAUSI DEGLI ACCOLITI IN CONFERENZA STAMPA ELUDE LE DOMANDE DEI CRONISTI SU ALCUNI IMPORTANTI ASPETTI DELLA MAXI-INCHIESTA ANTIMAFIA CHE HA VISTO FINIRE IN CARCERE I DUE FRATELLI IMPRENDITORI Corigliano - Tanta voglia di parlare. Non altrettanta di affrontare l'"argomento".
Eccola Pasqualina Straface, il Sindaco di Corigliano, a distanza di dieci giorni dal ciclone antimafia della maxi-inchiesta "Santa Tecla" che ha travolto la sua famiglia. Coi fratelli Mario e Franco, noti imprenditori della città, finiti in carcere insieme ad altre 65 persone ritenute affiliate o vicine alla 'ndrangheta e in particolare alla 'ndrina locale capeggiata, secondo i magistrati inquirenti della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, da Maurizio Barilari il quale da un anno esatto è detenuto al 41-bis, il cosiddetto "carcere duro per i mafiosi". "Confido nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Ho fiducia della giustizia. Credo nei principi costituzionali della responsabilità penale che è sempre personale e della presunzione di innocenza": queste le prime parole del Sindaco Straface davanti alle telecamere ed al cospetto dei giornalisti. Ma soprattutto dei tanti suoi accoliti, intervenuti alla conferenza stampa "aperta" che il primo cittadino ha tenuto stamane in una gremita sala del Castello Ducale, che hanno sottolineato con lunghi applausi il breve intervento iniziale e le (non) risposte date ai rappresentanti gli organi d'informazione, oltre che i ripetuti attacchi rivolti agli esponenti cittadini del Partito Democratico i quali nei giorni scorsi hanno sollecitato a gran voce le sue dimissioni dalla carica. La notizia, infatti, annunciata sin da subito, è che "il Sindaco e l'Amministrazione vanno avanti continuando a governare ed avendo l’incondizionato sostegno e la massima fiducia della coalizione di centrodestra per realizzare un progetto di cambiamento della città nel rispetto della trasparenza e della legalità". Mentre parla Pasqualina Straface è spalleggiata dal segretario cittadino e capogruppo consiliare dell'Udc Cataldo Russo e dal capogruppo consiliare del Pdl Giuseppe Policastri, oltre che dagli assessori che compongono la sua Giunta. Russo in particolare interviene più volte nel tentativo di "difenderla" da alcune domande formulate dai cronisti, i quali sollecitano lo stesso primo cittadino a fornire risposte politiche su alcuni aspetti dell'inchiesta giudiziaria che non possono non riguardare l'Amministrazione al di là dei profili penali individuali che finora non toccano l'Amministrazione ed il Sindaco stessi. Non vi sarà alcuna risposta. "Copertura massima", dunque, da parte di chi ha già dichiarato di confidare nel lavoro di Magistratura e Forze dell'Ordine e di confidare nella giustizia. Non solo. "Continueremo a costituirci parte civile nei processi contro le organizzazioni criminali come fatto fino ad ora", dichiara il Sindaco Straface in riferimento al maxiprocesso "Timpone Rosso" che avrà inizio il prossimo mese di settembre dinanzi ai Giudici della Corte d'Assise di Cosenza e che vede imputato, insieme ad altri coriglianesi ritenuti affiliati alla 'ndrangheta e responsabili di alcuni omicidi compiuti in città, lo stesso presunto capo 'ndrina Maurizio Barilari destinatario d'ordinanza cautelare in carcere pure per l'ultima inchiesta sfociata negli arresti di dieci giorni fa. Il quale, secondo le voluminose carte prodotte dal Procuratore della Dda Vincenzo Antonio Lombardo e dal suo sostituto Vincenzo Luberto al Giudice per le indagini preliminari distrettuale Emma Sonni, avrebbe praticato ingerenze economiche da capogiro nell'imprenditoria locale, in particolare nei settori dei lavori pubblici e privati e dei servizi pubblici e privati, nell'esclusivo favore delle imprese dei fratelli Mario e Franco Straface. I quali, secondo i magistrati, sarebbero "gl'imprenditori di riferimento della 'ndrangheta locale". La sorella Pasqualina resta però saldamente al proprio posto di Sindaco. E lo fa, come lei stessa afferma, "per l'alto senso di responsabilità politica ed istituzionale che mi deriva dal fatto d'essere stata, un anno fa, eletta dai cittadini di Corigliano che oggi necessitano più che mai d'essere ben amministrati". Lei resta dunque al suo posto. Mentre la maxi-inchiesta della Dda ha qualche capitolo ancora aperto. DICHIARAZIONE INTRODUTTIVA DEL PRIMO CITTADINO ALLA CONFERENZA STAMPA "Confido nel lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine. Ho fiducia della giustizia. Credo nei principi costituzionali della responsabilità penale che è sempre personale e della presunzione di innocenza. Ho fatto in modo che la mia attività politica ed istituzionale fosse sempre caratterizzata dal rispetto delle regole. Ho voluto che l’attività amministrativa, durante questo anno di governo della città, si svolgesse continuamente nel perimetro della meticolosa osservanza della legittimità degli atti prodotti. Ribadisco questi concetti con forza e convinzione a dieci giorni dall’operazione antimafia della DDA di Catanzaro che mi ha scosso, sotto il profilo umano e personale, per il coinvolgimento dei miei familiari. Il mio stato d’animo è ancora provato. Sono, però, al tempo stesso pienamente cosciente del fatto che ho responsabilità istituzionali e politiche da assolvere nell’interesse della città, verso la quale ho sempre nutrito e continuerò a nutrire rispetto e gratitudine per avermi dato l’onore di rappresentarla. Sono, qui, quindi, a sottolineare che questa vicenda si svolge su due piani. Uno giudiziario ed uno politico. Sul piano giudiziario, la giustizia farà il suo corso. Ed è giusto e naturale che sia così. Così come è giusto e naturale che chi sarà considerato colpevole in sede processuale, paghi per le sue responsabilità. Mentre chi sarà dichiarato estraneo ai fatti contestati è giusto e naturale che sia riabilitato e riammesso nella comunità. Sul piano politico, non posso non ringraziare gli assessori ed i consiglieri comunali di maggioranza che mi hanno sostenuta nei momenti difficili. Il deputato Giovanni Dima che mi ha manifestato vicinanza personale e politica insieme a quella del partito nazionale. Il Presidente della Regione Giuseppe Scopelliti. Il coordinatore vicario provinciale del PDL Giuseppe Caputo. Ringrazio gli amici dell’Udc, avendo ricevuto solidarietà personale dall’On. Mario Tassone, dal Presidente del Consiglio regionale, Franco Talarico, dall’Assessore all’Agricoltura, Michele Trematerra, dal Consigliere nazionale del partito, Cataldo Russo. Così come i tanti cittadini che in questi in giorni mi hanno manifestato vicinanza ed invitata ad andare avanti, continuando a governare. Ed è quello che ho intenzione di fare avendo l’incondizionato sostegno e la massima fiducia della coalizione di centrodestra per realizzare un progetto di cambiamento della città nel rispetto della trasparenza e della legalità. E’ un compito difficile perché i problemi sono numerosi. Tante sono le aspettative e le legittime richieste dei cittadini. Ad ognuna abbiamo il dovere di rispondere con la consapevolezza delle difficoltà esistenti. L’Amministrazione comunale che rappresento e che non è stata toccata da questa inchiesta, continuerà nel lavoro iniziato. Sul fronte della legalità continuerà ad essere inflessibile. Continueremo nella costituzione di parte civile nei processi contro le organizzazioni criminali come fatto fino ad ora. Saremo al fianco delle imprese con la consapevolezza che la logica dello Stato debba sempre prevalere contro ogni ipotesi di affermazione di logiche criminali che non permettono il corretto sviluppo del territorio e della sua economia". Pasqualina Straface
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