Racconti di Ndrangheta
41^ puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Lunedì 11 Marzo 2013 07:42
Concluso il racconto sull’omicidio di Luigi Lanzillotta, il pentito coriglianese, Giovanni Cimino, riferisce al pm, Giancarlo Bianchi, di un altro fatto cruento della lotta per il potere mafioso nella Sibaritide: il tentato omicidio del cassanese Federico Faillace. Siamo nel maggio del 1992 nelle campagne tra Terranova da Sibari e Tarsia. Cimino riceve l’incarico da parte del boss, Santo Carelli, di uccidere Faillace, in quanto questi, così come Gaspare Filocamo e Luigi Lanzillotta erano uomini rimasti fedeli al boss Peppe Cirillo. Ma, come sentiremo dal racconto di “duduella”, la missione di morte fallisce.
 
40^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Lunedì 04 Marzo 2013 07:09
Sabato 9 gennaio 1993 sono circa le 10 quando il killer, Damiano Pepe, entra nella sala da barba di via Nazionale a Corigliano Scalo, raggiunge la poltrona dov’è seduto Luigi Lanzillotta è lo uccide a colpi di pistola. Il tutto si svolge in pochi attimi sotto lo sguardo atterrito del lavorante della barberia che rimane ferito di striscio. Si consuma così il delitto del commerciante di Cassano Jonio, voluto da Santo Carelli, per ribadire in maniera chiara e forte che per gli accoliti del boss Peppe Cirillo qui a Corigliano non c’è più spazio. Chi vuole portare avanti una qualsiasi attività illecita deve chiedergli il permesso.
 
39^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Domenica 03 Marzo 2013 08:07
Era un sabato mattina abbastanza freddo quel 9 gennaio 1993 allorquando il commando voluto da Santo Carelli e organizzato da Pierino Marinaro, entra in azione nella sala da barba di via Nazionale a Corigliano Scalo per uccidere il cassanese Luigi Lanzillotta. Il racconto di oggi del collaboratore di giustizia, Giovanni Cimino, riguarda proprio gli ultimi ritocchi organizzativi alla esecuzione stile anni 30 quando a New York infuriava la guerra di mafia con le esecuzioni che venivano effettuate anche in locali pubblici molto frequentati. Nel racconto “duduella” fa emergere come non appena lui vede entrare nella sala da barba la vittima designata gli “tremano le mani” tanto da chiedere ad un lavorante della barberia un tagliaunghie per esserne certo. Oppure la sorpresa di Giovanni Cimino allorquando scopre che uno dei due killer è il fratello Antonio, anche se questi avrà solo il compito di guidare la moto che servirà al gruppo di fuoco per allontanarsi dal luogo teatro dell’esecuzione.
 
38^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Lunedì 25 Febbraio 2013 07:40
Con oggi diamo inizio ai racconti di ‘ndrangheta del collaboratore di giustizia coriglianese, Giovanni Cimino, 49anni, alias “duduella” pentitosi nel 1998 dopo che venne catturato e arrestato in Germania. Nel panorama criminale locale, indubbiamente, Cimino ha svolto un ruolo abbastanza importante nell’organizzazione guidata dal boss Santo Carelli. Ecco perché le sue rivelazioni sono state tenute in debita considerazione dai magistrati antimafia. Giovanni successivamente ha trascinato nella schiera dei pentiti anche il fratello Antonio. Questo doppio pentimento però è costata la vita al papà dei Cimino ucciso in un bar di Corigliano Scalo nel maggio del 2001. In questa prima puntata, Cimino racconta al pm Giancarlo Bianchi i suoi “primi passi” mafiosi e, nel finale, introduce l’omicidio di Luigi Lanzillotta avvenuto il 9 gennaio 1993 in una sala da barba a Corigliano Scalo.
 
37^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Sabato 23 Febbraio 2013 15:53
Con il racconto di oggi concludiamo le puntate dedicate ai racconti del pentito coriglianese Tommaso Russo. Nell’appuntamento di oggi il collaboratore di giustizia racconta al pm del processo Galassia la sua verità su due omicidi: quello di Antonio Filocamo e quello di Leonardo Chiaradia. In entrambi i casi, come si noterà, Russo non partecipa in prima persona ai due fatti di sangue ma ne viene conoscenza tra mite terze persone che, comunque, per il pentito sono molto attendibili tenuto conto del loro ruolo all’interno della organizzazione.
 
36^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Domenica 17 Febbraio 2013 09:08
Altro omicidio al quale partecipa attivamente Tommaso Russo è quello di Tonino Russo avvenuto nel 1988 nella campagne di Corigliano. Tonino Russo fu fatto uccidere da Santo Carelli perché, a suo dire, faceva il doppio gioco.
 
35^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Sabato 16 Febbraio 2013 10:22

Sono circa le 21 del 16 aprile 1991, la serata è abbastanza tranquilla in via Reggio Calabria del borgo marinaro di Schiavonea. Un uomo sulla sessantina lascia un’abitazione ubicata nella via e si appresta a raggiungere l’Alfa Romeo 75 parcheggiata nei pressi. E’ in quel preciso istante che entra in azione il gruppo di fuoco, mandato dal boss Santo Carelli, per uccidere Gaspare Filocamo “il negus”. I due killer venuti da Cirò sono armati di fucili calibro 12, il primo avendo a tiro Filocamo spara ma già al primo colpo l’arma s’inceppa, a quel punto entra in azione il secondo killer che spara quattro colpi che attingono la vittima in varie parti del corpo non lasciandogli scampo.

 
34^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Domenica 10 Febbraio 2013 09:27
Il boss Santo Carelli decide che Gaspare Filocamo, alias il “negus”, deve morire vittima di un agguato sotto la sua abitazione di Schiavonea. Ma per portare a compimento il disegno criminoso ha la necessità di avere a disposizione di un gruppo di fuoco non coriglianese, così incarica il suo “fido” Pierino Marinaro a recarsi a Cirò dove li gli “amici” Marincola e i fratelli Farao si sarebbero messi a disposizione. Così fù. Da Cirò una settimana prima dell’agguato vennero due killer che armati di fucili avrebbero freddato il negus. Sono questi i passaggi salienti del racconto di oggi del pentito coriglianese Tommaso Russo. Siamo giunti, in pratica, a qualche ora prima della consumazione del delitto.
 
33^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Domenica 06 Gennaio 2013 23:17
Per Gaspare Filocamo, alias “il negus”, la sorte era segnata. Il boss Santo Carelli aveva deciso così perché Filocamo lo accusava, ingiustamente secondo Carelli, di essere lui il mandante dell’omicidio del figlio del negus, Antonio. Così il boss studiò la strategia come potere eliminare Gaspare Filocamo. Le strade percorse furono due: piazzare una bomba dentro la macchina oppure l’agguato. Alla fine il boss decise per la seconda soluzione. Questi, in estrema sintesi, gli avvenimenti che il collaboratore di giustizia, Tommaso Russo, racconta, nella puntata odierna, al pubblico ministero del processo Galassia, Salvatore Curcio.
 
32^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Domenica 06 Gennaio 2013 09:17
Tommaso Russo, 45 anni, di Schiavonea di Corigliano è stato, in ordine di tempo, il primo pentito appartenente al locale coriglianese guidato dal boss Santo Carelli. Viene arrestato nel giugno del 1997 in relazione all’omicidio di Giovanni Viteritti e nell’autunno dello stesso anno decise di collaborare con gli inquirenti. Viene sentito nel corso del processo “galassia” nel maggio del 1998 e qui in un aula di tribunale conferma di essere collaboratore di giustizia. Con oggi vi proponiamo una serie di dichiarazioni che Russo fa al pm di quel processo, Salvatore Curcio, attraverso le quali il pentito coriglianese ricostruisce una delle fasi più cruente della guerra di ndrangheta nella piana di Sibari.
 
31^ Puntata PDF Stampa E-mail
Scritto da Giacinto De Pasquale   
Mercoledì 02 Gennaio 2013 08:28
Terminato l’interrogatorio da parte del pm Giancarlo Bianchi, il pentito Giorgio Basile, viene sottoposto a tutta una serie di domande dal presidente della corte, il quale cerca di capire l’esatta collocazione criminale di “u tedesco”, ma soprattutto il “peso” criminale che “faccia d’angelo” ha assunto in seno al “locale” della ndrangheta di Corigliano guidato dal boss Santo Carelli, anche se questi si trova in carcere. E dall’interrogatorio che vi proponiamo oggi, emerge in maniera chiara come all’interno dell’organizzazione si stia pianificando una sorta di “guerra di ndrangheta” per la leadership criminale nella Piana di Sibari, dopo che Carelli essendo in carcere non può, almeno in teoria, guidare le sorti dell’organizzazione.
 
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