Ragazza 26enne di Nocara cade nelle scale a Roma e muore


NOCARA - Ragazza originaria di Nocara, ma residente a Roma, cade dalle scale e muore a soli 26 anni. Ma il suo decesso, avvenuto in ospedale dopo un inutile tentativo di salvarle la vita, è subito diventato un giallo su cui non è ancora emersa la verità sulla quale sono impegnati ad indagare gli inquirenti. Si tratta di Maria Sestina Arcuri, 26 anni, originaria del piccolo centro montano dell’Alto Jonio 

ai confini con la Basilicata ma residente nella Capitale dove svolgeva la professione di parrucchiera dopo aver frequentato, sempre nella Capitale, corsi professionali di avviamento e di perfezionamento. Secondo le prime informazioni, la ragazza sarebbe deceduta a seguito di una caduta verificatasi accidentalmente la sera del 4 febbraio scorso nelle scale di un condominio dove abitava un’amica a cui, insieme al fidanzato, era andata a fare visita. La rovinosa caduta le avrebbe provocato un violento trauma alla testa e un'emorragia cerebrale che non le avrebbe lasciato scampo. Per la verità la dinamica dei fatti è parsa fin da subito poco chiara agli investigatori che stanno indagando sul caso e stanno cercando di capire cosa sia successo realmente. La sfortunata ragazza, che da quanto si è saputo amava le canzoni del romano Fabrizio Moro e del napoletano Gigi Finizio, pare fosse un’artista emergente assai stimata nel settore “Hair Stilist”, capace cioè di realizzare acconciature e colorazioni fantasiose e innovative in grado di migliorare l’aspetto estetico della persona. Secondo le prime ipotesi, la giovane e talentuosa parrucchiera nocarese sarebbe inciampata e caduta rovinosamente per le scale battendo tragicamente la testa sui gradini, la qual cosa le avrebbe provocato un’emorragia cerebrale e, nonostante il tentativo dei medici di operarla d’urgenza, il conseguente arresto cardio-circolatorio sopravvenuto mentre era ancora nella sala operatoria. La ricostruzione della dinamica di quello che è stato subito definito un incidente non ha comunque convinto del tutto gli inquirenti i quali, nel redigere il rapporto informativo, hanno chiesto all’autorità giudiziaria di poter approfondire le indagini.
Pino La Rocca
 

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