Corigliano | Discarica abusiva, complici nel Comune?


Dopo la denuncia del proprietario del piazzale in fitto all’ente, c’è forte nervosismo e imbarazzo al Settore manutentivo

Una discarica abusiva di rifiuti speciali e pericolosi su un piazzale di proprietà privata, ma ceduto in locazione da circa venticinque anni al Comune di Corigliano Calabro. Il “caso” di contrada Jacina sta tenendo banco dalla giornata di sabato scorso. Dopo la “scoperta” da parte del proprietario, l’imprenditore agricolo Giovanni Pisani, e la sua denuncia resa ai carabinieri della Stazione del centro storico. I militari dell’Arma, prontamente informata la Procura di Castrovillari, domenica mattina hanno apposto i sigilli giudiziari all’intera area del piazzale, su cui insiste un magazzino-deposito utilizzato per anni dal Comune come ricovero d’attrezzature varie di pertinenza dell’Autoparco comunale.


Dopo la denuncia di Pisani sono scattate le indagini, finalizzate a risalire ai responsabili dello scempio ambientale perpetrato in un’area in uso al Comune e senza alcun tipo di controllo da parte dei funzionari responsabili dell’ente pubblico. Oppure - questa l’ipotesi più inquietante - col tacito consenso se non addirittura con la complicità di qualcuno all’interno della macchina amministrativa comunale.
Il nudo e crudo dato di fatto è che sotto alcuni grossi cumuli di terra di riporto sono stati rinvenuti materiali di scarto speciali, inquinanti ed altamente pericolosi: fusti d’olio per uso meccanico esausto, lastroni d’eternit, ferraglie di vecchie lavatrici e molto altro. Il proprietario attendeva dallo scorso mese di gennaio una mai avvenuta consegna delle chiavi da parte dei responsabili comunali del Settore manutentivo, che attraverso una lettera gli avevano preannunciato la rescissione unilaterale del contratto di locazione del magazzino-deposito e del piazzale circostante. Piazzale che al momento della scoperta discarica abusiva evidentemente era aperto, consentendo in tal modo l’ingresso al legittimo proprietario. Il quale, dapprima incuriosito da quei grossi cumuli di terra di riporto, s’era attrezzato d’una semplice pala per verificare cosa ci fosse “sotto”. Considerata pure, anzi soprattutto, l’insolita presenza d’un automezzo dotato di braccio meccanico appartenente ad un’impresa attiva nel settore dello smaltimento dei rifiuti.
Da quando l’area è stata posta sotto sequestro, tra le fila della burocrazia comunale del Settore manutentivo si respira un clima di forte, fortissimo nervosismo. E di comprensibile imbarazzo. Potrebbero infatti essere notificate a breve, da parte della Procura castrovillarese delle informazioni di garanzia. Quali atti dovuti in relazione agli accertamenti di polizia giudiziaria ed alle indagini condotte da parte dei carabinieri nel più stretto, assoluto, impenetrabile, riserbo.

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