• Home
  • Notizie
  • Cronaca
  • Corigliano: arrestata anche la calabrese Chaouqui per la fuga di documenti riservati dalla Santa Sede

Corigliano: arrestata anche la calabrese Chaouqui per la fuga di documenti riservati dalla Santa Sede

Primi arresti per la fuga di documenti riservati della Santa Sede. In manette un monsignor, Angel Vallejo Balda, ma anche la cosentina Francesca Immacolata Chaouqui, già componente della Commissione referente sulle attività economiche della Santa Sede (Cosea) che in molti ricorderanno per la lettera pubblicata dal Corriere della Sera dopo l’uccisione di Fabiana Luzzi a Corigliano. Per la fuga di documenti riservati della Santa Sede è stato arrestato in Vaticano monsignor Lucio Angel Vallejo Balda, spagnolo, già segretario della Prefettura degli Affari economici e della Commissione di studio sulle attività economiche e amministrative (Cosea).

Il comunicato della Sala Stampa della Santa Sede precisa che gli arresti erano avvenuti, uno sabato e l'altro domenica, «in seguito alle risultanze degli interrogatori» e «in vista del proseguimento delle indagini». Oggi l’Ufficio del promotore di Giustizia, nelle persone dell’avvocato Gian Piero Milano, promotore di Giustizia, e dell’avvocato Roberto Zannotti, promotore di Giustizia aggiunto, ha convalidato l’arresto dei predetti, provvedendo a rimettere in stato di libertà la dottoressa Chaouqui, nei confronti della quale non sono più state ravvisate esigenze cautelari, anche a motivo della sua collaborazione alle indagini». Monsignor Vallejo Balda, arrestato perché ritenuto il nuovo "corvo" per la fuga di documenti riservati, è stato rinchiuso in cella in Vaticano, nella stessa del Palazzo della Gendarmeria dove tre anni e mezzo fa era stato recluso Paolo Gabriele, l'ex maggiordomo papale accusato di aver trafugato e diffuso le carte segrete di Benedetto XVI nel precedente scandalo Vatileaks. Nessuno, in Calabria, conosceva Francesca Immacolata Chaoqui, 30enne, di professione esperta di comunicazione, prima che la sua lettera, seguita alla morte della povera Fabiana Luzzi, la 16enne uccisa dal fidanzato a Corigliano, fosse pubblicata dal Corriere della Sera. La Chaoqui dipingeva la condizione delle donne calabresi come un affresco quasi medievale, con tanto di voti a San Francesco di Paola per chiedere figli maschi e frasi tranchant per chiedere il silenzio («cittu ca tu si fimmina, non su cosi pi tia»). Un commento, il suo, che suscitò polemiche e reazione sdegnate. Oggi la «lobbista» (così la descrive l`Huffington Post Italia) torna a far parlare di sé, grazie a un altro Francesco – questa volta si tratta del papa –, che l`ha nominata nella Commissione referente su tutte le amministrazioni economiche del Vaticano. «Da cristiana e italiana, è per me un grandissimo onore avere l’opportunità di aiutare il Santo Padre», dice, senza commentare ulteriormente, visto che la nomina è ancora ufficiosa. È l`unica donna su otto membri (anche al Vaticano non largheggiano in fatto di “quote rosa”), ed è l`unica italiana. Nata 30 anni fa a San Sosti, in provincia di Cosenza, Francesca Immacolata ha madre italiana e padre francese di origine marocchina. Laureata in Giurisprudenza a La Sapienza di Roma, è sposata con Corrado Lanino, un informatico che ha lavorato a lungo nella città del Vaticano. La giovane Francesca si occupa di relazioni pubbliche e comunicazione per Ernst & Young Italia, dopo aver lavorato per circa tre anni presso il potentissimo studio legale Orrick, Herrington & Sutcliffe Italia.

Giacinto De Pasquale

Stampa Email