Morte improvvisa di un 27enne

AMENDOLARA - Le due comunità di Amendolara e Roseto sono scosse per il decesso improvviso di un giovane 27enne trovato morto in casa nella tarda serata di sabato dopo un’affannosa ricerca che si è protratta per tutto il pomeriggio e fino a tarda sera. A fare la tragica scoperta sono stati gli amici più stretti che lo hanno trovato morto all’interno della sua abitazione, con il corpo rigido, riverso su una poltrona, con il capo reclinato all’indietro, a fianco al suo computer ancora acceso.

Si tratta di Vincenzo De Palo, giovane dal fisico invidiabile, molto conosciuto e apprezzato sia ad Amendolara che a Roseto per la grande generosità e per l’impegno nel sociale. L’ipotesi avanzata dal medico legale Francesco Settembrini che ha effettuato la constatazione del decesso è che si sia trattato di arresto cardio-circolatorio dovuto a un probabile e improvviso malore sulla cui causa scatenante sarà certamente più probante l’autopsia che il magistrato di turno Simona Rizzo pare abbia disposto per la giornata di oggi. Giovane dal fisico sano e “scolpito” e dal carattere mite e socievole, come lo descrivono gli amici, dopo il diploma aveva maturato un anno di esperienza nell’Esercito come militare in ferma breve. Tornato nella sua famiglia che divideva la propria residenza tra Roseto e Amendolara il giovane, in attesa di una sistemazione e di farsi una vita tutta sua, viveva con i genitori condividendo con gli amici la passione per la musica nel cui ambito a tempo perso faceva il Deejay. Nella giornata di sabato il giovane era rimasto solo in casa perché i genitori, anche loro molto conosciuti perché il papà, ex sottufficiale dell’Arma, oltre ad aver prestato servizio per lunghi anni nei due centri dell’Alto Jonio, è fondatore e presidente della Sezione di Roseto dell’Associazione Nazionale Carabinieri in congedo che è molto impegnata nell’ambito civile e sociale. Ed il giovane era solo in casa proprio perché entrambi i genitori erano fuori sede per partecipare ad un raduno dell’Arma a Camigliatello Silano. Era stata proprio la madre che, non ricevendo risposta alle numerose chiamate sul suo cellulare, ha invitato a mettersi sulle sue tracce gli amici più stretti a cui è toccato, insieme ai Carabinieri di Roseto Capo Spulico giunti nel frattempo sul posto al comando del Maresciallo Marco Carafa, di fare la tragica scoperta. A nulla è servito l’arrivo del 118 da Trebisacce perché il giovane era già deceduto da alcune ore. La sua salma è stata trasferita presso la “morgue” del “Chidichimo a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Pino La Rocca

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