Villapiana: intimidazione ai De Santis

 Due lettere anonime, dai toni e dai contenuti intimidatori, sono state recapitate al segretario del Circolo PD di Villapiana ed al figlio Adolfo delegato regionale del PD calabrese e segretario cittadino dei Giovani Democratici di Villapiana. La consegna delle due missive è avvenuta nei giorni scorsi ma in due circostanze diverse. Ne ha dato notizia attraverso un comunicato il figlio del segretario, universitario Adolfo De Santis, il quale ha riferito di aver consegnato le due lettere nelle mani delle Forze dell’Ordine perché siano avviate le indagini per risalire ai mandanti dell’intimidazione.

Nuova per verità a Villapiana e che perciò ha suscitato subito sdegno e anche meraviglia tra le forze politiche perché si tratta di esponenti politici, sia il padre che il figlio che, pur impegnati attivamente nella normale dialettica politica, hanno mantenuto sempre atteggiamenti sobri e mai irriguardosi nei confronti degli avversari politici. Di recente il giovane De Santis ha mosso rilievi alla Maggioranza circa l’ipotesi di confermare ed estendere anche alle case private la tassa di soggiorno. Ipotesi che è stata del resto caldeggiata anche dalla Minoranza. Ma anche in questo caso, come del resto in passato, le contestazioni all’esecutivo in carica da parte del giovane universitario, sono state motivate e sobrie sia nei toni che nei contenuti, in linea del resto con lo stile moderato del papà Domenico De Santis, di professione chirurgo ospedaliero, che da alcuni anni è segretario del Circolo PD, incarico che svolge senza alcuna ambizione personale e sempre all’insegna della moderazione e dell’equilibrio. Ecco perché la notizia delle due lettere intimidatorie, diffusasi in un baleno nella comunità, ha destato sconcerto e preoccupazione perché recapitate a destinatari impegnati in politica ma all’insegna della moderazione. «Le due lettere, - ha commentato Adolfo De Santis – sono state consegnate alle Forze dell’Ordine che hanno avviato le indagini al fine di poter fare chiarezza quanto prima su un gesto vile che ha il sapore di una intimidazione ignobile che tenta di scoraggiare – ha aggiunto il giovane Dem accomunando il proprio agire politico a quello del papà – un impegno politico portato avanti con disinteresse e passione nel corso degli anni, condotto sempre all'insegna dell'ascolto del cittadino e delle sue istanze. Si tratta perciò – ha concluso il giovane Dem – di un attacco al buon senso e all'onestà che non ci impedirà certamente di andare avanti senza arrenderci alla paura».
Pino La Rocca

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