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Trebisacce: scampato pericolo per una ragazza soccorsa e rianimata presso il PPI

Scampato pericolo per la paziente, una ragazza del posto, che nella mattinata di lunedì è stata prima soccorsa e rianimata presso il PPI dell’ex ospedale di Trebisacce grazie al personale sanitario che ha ancora una volta fatto gioco di squadra e subito dopo operata d’urgenza al Reparto di Chirurgia dell’Ospedale “G. Campagna” di Corigliano. La ragazza, accompagnata al PPI dai familiari a causa di lancinanti dolori all’addome, è stata soccorsa dal personale medico del PPI con il supporto dei Cardiologi dell’ex UTIC e dell’unica Anestesista presente presso l’ex ospedale dopo il trasferimento dell’altro anestesista presso altra struttura ospedaliera dell’ASP.

Un’Anestesista che peraltro dirige con grande competenza e professionalità un delicatissimo servizio di Terapia del Dolore, molto gettonato anche da pazienti che vengono da lontano e che quando è presente e viene chiamata in causa si sdoppia e corre in soccorso dei pazienti. Ognuno, per la parte di sua competenza, ha dato il proprio contributo a fronteggiare l’emergenza, contribuendo a fare la diagnosi ed a prestare le cure del caso ma ancora una volta, come già avvenuto in altre circostanze analoghe, si è dimostrata decisiva la presenza e l’interevento dell’anestesista-rianimatore che, ricorrendo alle metodiche di sua competenza utilizzate nelle situazioni di emergenza, ha contribuito a determinare la diagnosi, ha cambiato la terapia, ha quindi messo in condizione la paziente di riprendere conoscenza, di essere stabilizzata e di essere trasferita in condizioni di sicurezza presso il Reparto di Chirurgia. La storia purtroppo si ripete ma la politica ed il management della sanità calabrese sembrano non accorgersi di niente continuando a tenere ermeticamente chiuso il “Chidichimo” nonostante le reiterate sentenze dei giudici: la gente comune non sa tante cose, non conosce le magagne della politica sanitaria e continua a rivolgersi al PPI pensando di trovare l’ospedale e invece trova solo medici bravi e volenterosi ma troppo spesso costretti a prendere i carboni ardenti con le mani nude. Anche questa volta è andata bene grazie al lavoro di squadra e alla presenza dell’unico anestesista, ma se l’emergenza si fosse verificata di notte oggi staremmo qui a raccontare una storia con un finale molto diverso.
Pino La Rocca

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