“Medical Market” | Non è un ginecologo ma dava «buoni consigli»

Nuovo stralcio dell’interrogatorio di garanzia del medico indagato per infanticidio
In questo nuovo stralcio dell’interrogatorio di garanzia reso lo scorso 27 gennaio, il dottor Sergio Garasto parla dei suoi rapporti con la coindagata Nunziatina Falcone.
Gip Benigno: «E Falcone Nunziatina, che tipo di rapporto aveva con lei?»
Garasto: «Professionale, soltanto... no, no, soltanto professionale perché stava cercando di avere... Questa Nunziatina, lei era una paziente psicologicamente molto labile, problemi psicologici, non andava d’accordo... non andava molto d’accordo col fidanzato, aveva problemi di lavoro, il lavoro non andava bene, però stava cercando di avere un bambino…Perché, sempre tramite Zangaro: “Ma fidati del dottore Garasto, che ti dà dei consigli, ti dà dei buoni consigli”, e allora io gli stavo spiegando a questa Falcone che se tu fai, se tu... cioè, stai cercando di fare dei figli e non ti fai un controllo dell’ovulazione, non ti fai un controllo ginecologico più serio, non ti fai... soprattutto smetti, smetti di prendere psicofarmaci, perché lei faceva uso di psicofarmaci, almeno quello che mi riferiva, perché la notte non riusciva a dormire...»
GIp Benigno: «Ma la chiamava più lei?»
Garasto: «Come?»
Gip Benigno: «Lei chiamava... la Falcone chiamava lei e lei
chiamava la Falcone»
Garasto: «Sì, qualche volta l’ho chiamata, sì, l’ho chiamata pure io qualche volta, sì. Ma più le volte che non rispondeva che le volte che rispondeva perché, appunto, c’era questo rapporto di fiducia che si era venuto a creare, ma professionale. Tant’è vero che poi, quando io parlavo di quella... di quella famosa frase che dicevo di stoppare, era in riferimento al fatto che se sei in una fase ovulatoria ti devi stoppare, ti devi fermare a prendere dei farmaci, psicofarmaci, che possono portare in un’eventuale gravidanza problemi anche al feto, quindi: “bloccati”»
Gip Benigno: «Senta, dottore, lei ha letto che Russo Stefania non ha avuto nessun incidente?»
Garasto: «Sì»
Gip Benigno: «Ha letto... »
Garasto: «Ma questo l’ho... l’ho detto io ai carabinieri, l’ho detto io...»
Gip Benigno: «Sì, sì ha letto i contenuti della consulenza medico legale, di Catanzaro?»
Garasto: «Sì, sì, la perizia, sì, sì. Sì, sì, ho letto»
Gip Benigno: «Allora, qui c’è stato un aborto indotto, molto probabilmente con strumenti o con farmaci...»
Garasto: «Allora, io... allora, voglio raccontare di questo feto. Allora, ovviamente arriva questa signora, ha portato...»
Avvocato difesa Romanelli: «No, ma forse la domanda non è... il Giudice voleva sapere il fatto che loro abbiano raccontato dell’incidente, o ho capito male?»
Garasto: «Non lo so, dove dovevano andare a parare non lo so, perché si vedeva... loro sono venuti da me dicendo che hanno... che hanno avuto un incidente stradale. Io mi sono preoccupato da...»
Gip Benigno: «Lei non ha... ovviamente non... mi sta dichiarando che non l’ha saputo prima, ma non l’ha saputo neanche successivamente dove è stato eseguito materialmente questo aborto?»
Garasto: «No, no, assolutamente no»
Gip Benigno: «Lei non ha più parlato con queste persone?»
Garasto: «Assolutamente no»
Gip Benigno: «Lei lo sa che Falcone Nunziatina ha negato di conoscerla?»
Garasto: «Evidentemente si sarà spaventata, avrà capito che dire... si sarà spaventata. Ma io, ripeto, ma al di là del...»
Gip Benigno: «E allora, quindi, mi stava dicendo, in quel momento arriva la signora Russo con il bimbo fra le gambe e...»…

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I lavori di messa in sicurezza della S.S.106 avrebbero evitato l’uscita di strada dell’autoarticolato

Nelle scorse settimane l’Associazione “Basta Vittime Sulla Strada Statale 106” ha registrato un vivo dibattito, che per la verità non è ancora spento, sui lavori di Messa in Sicurezza nel basso jonio cosentino. Anche dopo l’episodio di qualche giorno fa che ha visto un autoarticolato uscire fuori strada sulla S.S.106 a Mandatoriccio e paralizzare il traffico veicolare sull’arteria viaria per diverse ore il presidente dell’Associazione Ing. Fabio Pugliese esprime alcune considerazioni. «Sono molto contento che all’autista dell’autoarticolato non sia accaduto nulla di grave – afferma Pugliese – così come sono convinto che se anche nel tratto dove si è verificato l’incidente avessero effettuato i lavori di messa in sicurezza l’autoarticolato non sarebbe uscito dalla carreggiata paralizzando il traffico per ore». «Questo episodio – continua Pugliese – arriva puntuale come una coincidenza divina e ci permette di riaffermare che è necessario l’ammodernamento della S.S.106 e che nel frattempo è fortemente necessaria una messa in sicurezza della “strada della morte” ed anche se siamo consapevoli che ciò implica un sostanziale ed ulteriore “rallentamento” della strada, pazienza: meglio questo di un incidente con feriti o vittime». «La verità – aggiunge Pugliese – è questa: la strada Statale 106 ionica in Calabria è la strada più pericolosa d’Italia. Pertanto ben vengano quei sistemi che certamente diminuiranno vittime e feriti anche se ciò comporterà una peggioramento nella percorribilità per gli automobilisti che dovranno andare necessariamente più piano». «Io spero – conclude il presidente – che i tanti che oggi si lamentano di questi interventi riescano prima o poi a capire che è questo il destino della S.S.106: un lento ma graduale “peggioramento” in termini di percorribilità dovuto all’aumento dei tempi di viaggio in favore di un miglioramento radicale della sicurezza. Se ciò accadrà e, quindi, se tutto questo sarà compreso fino in fondo inizierà, ne sono certo, una nuova consapevolezza: occorre ottenere al più presto una Nuova S.S.106!»

Associazione "Basta Vittime Sulla Strada Statale 106"

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Corigliano | Sergio Garasto al Gip: «Era una serata tranquilla…»

Nell’interrogatorio il racconto del medico di Pronto soccorso indagato per il presunto infanticidio nell’ambito della maxi-inchiesta “Medical Market”
Ecco il primo stralcio del lungo interrogatorio di garanzia del medico 53enne Sergio Garasto, indagato principale nella maxi-inchiesta giudiziaria “Medical Market” che da due settimane sta tenendo banco a Corigliano Calabro.
Garasto, già medico del Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Compagna”, è indagato con altre tre persone per un presunto infanticidio che si sarebbe consumato il 15 maggio del 2012 proprio tra le mura del Pronto soccorso, oltre che d’una serie d’altri reati.
L’altro ieri, il Giudice per le indagini preliminari, Letizia Benigno, che l’aveva fatto arrestare lo scorso 22 gennaio, dopo tredici giorni d’assegnazione alla custodia cautelare degli arresti domiciliari, l’ha rimesso in libertà.
Le motivazioni rese nell’ordinanza del Gip sono note ai difensori dell’indagato – gli avvocati Giuseppe Zumpano, Osvaldo Romanelli e Francesco Nicoletti – i quali sul punto preferiscono mantenere riserbo.
Garasto: «Stavamo un po’ chiacchierando, che era una serata un po’ tranquilla, diciamo, con gli infermieri, io mi ricordo bene la scena che eravamo... io ero seduto alla mia scrivania e si chiacchierava con... con gli infermieri, con gli ausiliari, eccetera, quando ad un tratto sentiamo arrivare questa macchina, con impeto, e subito si alzano l’ausiliario e un infermiere. Vanno a verificare e mi... subito: “Corri, dottore corri, che è una cosa molto grave”. Allora mi alzo e vedo già loro, l’infermiere e l’ausiliario hanno... avevano già preso la persona, questa donna, dalla macchina, l’avevano sollevata e messa su una barellina, “Dottore, dottore, sentiamo qualcosa in mezzo alle gambe”»
Gip Benigno: «Com’era vestita?»
Garasto: «Ricordo solo un pigiama, sopra non mi ricordo. Era con un pigiama di sotto, sopra non ricordo se aveva un pigiama o era vestita sopra, questo sinceramente non lo so. Mi ricordo soltanto che la parte di sotto era un pigiama».
Gip Benigno: «La signora poi ha dichiarato di essere rimasta vittima di un incidente stradale...»
Garasto: «Infatti, io appena, appena...»
Gip Benigno: «Lei non l’ha trovato strano che avesse il pigiama addosso?»
Garasto: «Molto, sì, certo, molto, molto strano. Tant’è vero che io appena ho visto ‘sta cosa siamo subito entrati nel... all’interno del pronto soccorso perché...»
Gip Benigno: «Da chi era accompagnata Russo Stefania?»
Garasto: «Da questa sua amica che si chiama Falcone... Falcone e qualcos'altro»
Gip Benigno: «Nunziatina»
Garasto: «Nunziatina»
Gip Benigno: «Lei la conosce?»
Garasto: «L’ho conosciuta perché tramite questo amico in comune, che è Zangaro, che Zangaro c’aveva questo bar, l’Underground, che l’aveva dato in gestione a questi, a questi soggetti, a questa signora, e praticamente io Zangaro lo conosco da quando gli è saltata la mano con una bomba carta, nel 2000 o 2001, non ricordo bene. È di lì, praticamente, che è nata questa... diciamo, questo rapporto confidenziale... no confidenziale, di amicizia, così, ma dovuto sempre professionale. Lui si sentiva sempre male, aveva sempre problemi psicologici, aveva problemi poi con la madre, la madre ipertesa. Soprattutto poi verso... negli ultimi tempi...»
Gip Benigno: «Allora, lei Zangaro lo conosceva, diciamo, per queste ragioni qui, avevate stretto un rapporto...»
Garasto: «Sì, rapporti, sì... aveva un problema con un amico: “Dottore, mi fa la cortesia di”...»…

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Terranova da S.: la Polizia Provinciale denuncia due cacciatori coriglianesi

Altro colpo messo a segno negli ultimi giorni della stagione venatoria, dal Nucleo Ittico venatorio della Polizia Provinciale di Cosenza. Questa volta a finire nella rete dell’unità specialistica in reati ittico venatorio, sono stati due cacciatori residenti a Corigliano Calabro, C. S. di anni 48 e A.G. di anni 53.

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Corigliano | L’aveva accusato come “dottor morte”, ma ora lo stesso Gip lo libera

Il medico 53enne Sergio Garasto resta comunque sospeso dall’esercizio della professione   
La maxi-inchiesta “Medical Market” fa registrare un clamoroso colpo di scena. Già, perché nel pomeriggio di ieri il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Castrovillari, Margherita Letizia Benigno, ha revocato la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti del medico 53enne Sergio Garasto, già in servizio presso il Pronto soccorso dell’ospedale “Guido Compagna” di Corigliano Calabro, indagato per tutta una serie di reati, tra i quali spicca la gravissima accusa d’avere “soppresso”, il 15 maggio del 2012, la vita d’un neonato, in concorso con altre tre persone tra cui la stessa madre del feto partorito prematuramente al settimo mese di gestazione.
In pratica, il Gip Benigno, a distanza di soli tredici giorni, ha revocato la misura da lei stessa emessa in capo all’indagato “numero uno” del nuovo ciclone giudiziario abbattutosi sulla città di Corigliano Calabro.
Nei confronti di Sergio Garasto il giudice ha sostituito la misura degli arresti domiciliari applicandogli quella interdittiva dell’esercizio della professione medica per due mesi.
Il professionista era stato di fatto già sospeso dal servizio che attualmente prestava presso l’ospedale “Ferrari” di Castrovillari, con provvedimento adottato da parte dei vertici dell’Azienda sanitaria provinciale di Cosenza.
La revoca della misura degli arresti domiciliari nei confronti di Garasto era stata sollecitata al Gip da parte dei difensori dell’indagato - gli avvocati Giuseppe Zumpano, Osvaldo Romanelli e Francesco Nicoletti - al termine del lunghissimo interrogatorio di garanzia tenutosi lunedì 26 gennaio scorso presso il Tribunale di Castrovillari dinanzi allo stesso togato.
A questo punto i difensori di Garasto fanno sapere che rinunceranno formalmente oggi stesso a discutere l’istanza di riesame della posizione del loro assistito, già presentata nei giorni scorsi presso il Tribunale della libertà di Catanzaro che ne aveva fissato l’udienza per dopodomani venerdì 5 febbraio.
Nell’ambito della stessa maxi-inchiesta “Medical Market”, il Gip di Castrovillari Benigno ha pure ridotto la misura cautelare interdittiva dell’esercizio della professione, dallo stesso applicata, nei confronti dell’avvocato 35enne Francesca Berardi, da due mesi a uno, tenendo conto del contenuto dell’interrogatorio di garanzia dell’indagata e dei documenti prodotti dalla difesa rappresentata dagli avvocati Ettore Zagarese ed Antonio Pucci.
All’avvocato Berardi – tengono a precisare i suoi legali – non viene contestato alcun coinvolgimento nella vicenda relativa al presunto infanticidio.
Bisognerà attendere invece venerdì prossimo per conoscere l’esito del riesame delle posizioni della 37enne Stefania Russo - la presunta madre infanticida - e dell’altro presunto complice del delitto contestato, il 33enne Piero Andrea Zangaro, entrambi agli arresti domiciliari e difesi dall’avvocato Fabio Salcina il quale proprio quel giorno discuterà i ricorsi presentati nell’interesse dei suoi assistiti dinanzi ai giudici della libertà di Catanzaro.

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