Cassano: Canale dello Stombi, la situazione e lo stato dei luoghi è precipitata


Serve una soluzione di dissequestro concordata con la Procura per ridare la giusta identita’ al canale navigabile. Si e’ continuato a insistere con inutili provvedimenti e ordinanze sindacali, senza risultato alcuno, lasciando il centro nautico abbandonato a se stesso e al proprio destino. 

Lo scrivente Ingegnere Francesco GALLO, in riferimento alle mie precedenti missive datate 24.04.2018 e 05.05.2018 fatte pervenire alle S.V. di cui mi leggono in indirizzo, per evidenziarvi con le medesime, in largo anticipo, l’inefficienza e l’inadeguatezza dello stato dei lavori in esecuzione da parte del Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino presso il Canale dello Stombi in località Laghi di Sibari dal 14 marzo 2018 ed interrotte in data 10 giugno 2018; e chè gli stessi, non avrebbero avuto i risultati prospettati e le aspettative dovute da mesi richiesti. La navigabilità del “Canale dello Stombi” presso Sibari dopo mesi di stallo, come previsto, non ha avuto i risultati prospettati…… con rammarico e grande tristezza, ancora oggi lo stato dei luoghi dopo due mesi dal sequestro probatorio del 06.10.2018 da parte della Capitaneria di Porto di Corigliano e dai Carabinieri Forestali, il cumulo di sabbia posto sul lato nord del molo di sottoflutto continua ad essere in bella mostra, e ponendo fine ad uno dei più vergognosi capitoli della storia recente del canale dello Stombi. Nonostante le ripetute e reiterate raccomandazioni mezzo stampa e media, che il sottoscritto ha fatto pervenire agli istanti, si è continuato ad insistere inconsapevolmente, con i soliti lavori inutili, con inadeguati provvedimenti, e con disposizioni tecniche fornite ora da un RUP (successivamente indagato), e poi da altro incaricato, che passatagli la patata bollente in mano, si è lasciato trascinare in inopportune comunicazioni agli enti istituzionali, suggerendo interventi di ripascimento dettati ora, da esperti e magnifici scienziati tuttologi, maestri dell’emergenza che per fortuna, dileguati dopo lo spauracchio del sequestro.
L’inopportuna condizione di emettere un Provvedimento Commissariale, di ordinanza contingibile ed urgente datato 01.10.2018 n. 98, ha portato inevitabilmente al risultato atteso di uno “stato dei luoghi nuovamente al punto 0 con un sequestro in atto”; questo ha voluto significare che, nonostante gli appelli al buon senso e ad avere una maggiore attenzione alla modalità di esecuzione dei lavori intrapresi dal Consorzio di Bonifica senza alcuna direttiva, nessuno ha ritenuto seriamente, a cosa si sarebbe andati incontro; ovvio l’inevitabilità del “sequestro probatorio da parte della Procura di Castrovillari” che certo non stava a guardare, visto che tutti erano a conoscenza, di indagini in corso da parte della Guardia di Finanza. Questo stato di cose, ha indotto inesorabilmente ad una disfatta di competenze istituzionali, da una parte, sia del successivo provvedimento prefettizio, tutto discutibile, e dall’altra alla direzione dei lavori affidata ad un nuovo RUP Ing. D. Calabrò, che prima con comunicazione mezzo PEC del 30.08.2018 n.24929 trasmette agli enti preposti Provincia, Presidenza della Regione Cal., Capitaneria, Consorzio ecc. una comunicazione d’interventi con tre soluzioni di stima economica che indicava una serie di importi variabili da € 60.000,00 a € 100.000,00. Non si comprende, come dal tono della stessa comunicazione, rivolgendosi in primis alla Capitaneria di Porto per avere “utili e tempestive indicazioni in merito alle autorizzazioni e/o nulla osta per interventi necessari per il ripristinare il prima possibile, l’efficienza idraulica e la navigabilità del canale”; nel contesto, affidava la sua missiva al Presidente della Regione Calabria testualmente “di voler valutare l’opportunità di erogare le somme disponibili per il citato intervento, tenendo conto dell’esiguità dell’importo finanziato dalla L.R. n.32/2018” in ultima citazione concludendo, si restava in attesa e urgente cenno di riscontro.
Come, ci si sia ritrovati, a voler sostenere un provvedimento sindacale di P.C. datato 01.10.2018, emesso in tutta fretta, che racchiudeva operazioni di interventi non corrispondenti alle indicazioni previste già in precedenza dalla Regione Calabria Dip. Ambiente e Territorio, nettamente diverse da quelle a suo tempo in esecuzione, pervenute al comune di Cassano J. con prot. N. 271962 del 03.08.2018 a firma del dirigente regionale Ing. G. Comico, che assegnava alla ditta specializzata “BICAMIS S.R.L. l’avvio del procedimento per l’istanza di svolgimento di singola campagna di attività di trattamento rifiuti mediante impianto mobile autorizzato ai sensi dell’art. 208 comma 15 del D.Lgl. 152/2006”?
Come è possibile pensare ad un progetto di rilancio e di riqualificazione della Nautica e del Turismo nautico presso il centro Laghi di Sibari ridotto in uno stato comatoso, così come traspare in ogni angolo la evidente incapacità di poter gestire un territorio ed una emergenza in questo modo? Lo Stombi con le sue criticità diventa insieme a tante altre criticità ambientali di questi luoghi, un conclamato “virus cancerogeno” in grado di indebolire, con le sue metastasi, i già fragili tessuti di un territorio abbandonato dalle istituzioni e favorita dalla politica del male affare. La crisi della navigabilità del canale, ma soprattutto le risposte tardive ed inopportune delle istituzioni, lasciano ancora una volta, delusi tutti i diportisti e i residenti. Ritengo a rigore delle considerazioni sopra riportate, che sia giunto il momento di sollecitare la terna Commissariale del comune di Cassano, con a capo il V. Prefetto Dott. Muccio, affinché si possa predisporre un piano immediato di “Emergenza Canale Stombi”, con una programmazione degli eventi che veda innanzitutto:
1_ la formale richiesta di dissequestro dell’area con motivati provvedimenti di interventi, da programmare a breve e medio termine;
2_programmare una campagna di lavori adeguati e indagini di caratterizzazione della sabbia depositata allo stato attuale, ed avere uno stato ricognitivo dei luoghi, predisponendo mezzi e risorse proprie per interventi programmatici e mirati alla esclusiva navigabilità dello Stombi “senza se e senza ma”, sotto la propria regia e direzione di personale tecnico competente, che possa affrontare la situazione in emergenza;
3_dare una priorità all’esecuzione di quei lavori utili e necessari alla gestione delle emergenze e non alla inadeguatezza delle manutenzioni idrauliche fino ad oggi eseguite con inopportuni mezzi e personale non adeguato da parte del Consorzio di Bonifica.
La Navigabilità ripristinata, dovrà rispondere ai dettami stabiliti dalla Ordinanza n.56/2005 datata 08.07.2005 dell’allora Ufficio Circondariale Marittimo di Corigliano Cal. e successive modifiche ed integrazioni, per avere la completa navigabilità a tutte le imbarcazioni e non solo a natanti con pescaggio di mt.1.50 e per una larghezza del cono di navigazione di mt.14,65 come previsto dalla ultima Ordinanza n.41/2017 datata 30.06.2017 ed emessa dalla Capitaneria di Porto-Guardia Costiera di Corigliano. Si invita con tale comunicazione, le S.V. che a breve tempo possiate provvedere con coscienza e maggiore impegno, ad istituire una “task force” in emergenza permanente, con specificità e adeguate linee d’interventi e con un cronoprogramma dei lavori e delle risorse finanziarie, che porti a risultati certi e definiti, che saranno messe in atto, sotto la regia dalla terna commissariale; condurre con personale tecnico competente, anche da altri enti istituzionali preposti alle emergenze, per valutare a breve giro di boa, un progetto di lavori programmati ed imminenti che potranno essere eseguiti dopo il provvedimento di dissequestro, visto che, per i tempi trascorsi infruttuosi, lo stato dei luoghi è rimasto invariato e risulta anche pericoloso ai fini della sicurezza, in quanto la sezione idraulica della parte terminale del canale è talmente compromessa da non garantire il libero deflusso delle acque in situazione di massima piena.

L’insabbiamento del tratto a mare del canale, inibisce del tutto la funzione di navigabilità dello stesso che a lungo andare, non fa altro che recare danni ai titolari di diritti reali dei Laghi di Sibari. Vorrei inoltre ricordare che, le darsene del marina, con le porte vinciane chiuse, saranno prossime a innalzamento, è quindi, a possibili allagamenti dei locali scantinati e locali posti a livello darsena, così come già avvenuto in occasioni precedenti e largamente approfondite constatazioni da parte di Vostri funzionari già a fine settembre.
Rimango in attesa di un Vostro riscontro sulla problematica e certo, che in qualunque momento, come già dimostrato in precedenza, possiate convocarmi per tutti gli atti e procedure di mia conoscenza, che fino ad oggi, sono state adottate con provvedimenti e determine dirigenziali ufficialmente emesse da questo stesso ente che purtroppo non hanno dato risultato alcuno.

Cassano Jonio lì 08.12.2018 Ingegnere GALLO Francesco 

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