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Lettera aperta alla Senatrice Abate e ai suoi colleghi deputati rappresentanti dell’aria della Sibaritide

Senatrice Abate, da giorni soffro la completa assenza delle istituzioni preposte sull'annosa problematica che lega la terna Commissariale con le decisioni di liberare, il Canale dello Stombi da lacci e laccioli, alla caparbietà di continuare a sostenere posizioni di contrasto con la Procura di Castrovillari sulla questione dissequestro per ragioni ingiustificate da posizioni legalmente discutibili sul piano procedurale di come trattare i rifiuti di sabbia ancora accumulati da oltre un anno di inutili lavori. Siamo all'approssimarci della stagione estiva, e ancora il problema del canale dello Stombi rimane irrisolto. 

 

 

La stagione nautica, certo siamo sicuri, che è oramai saltata, ma spero anche che salti la testa di qualcuno che ha sostenuto inutili posizioni errate sulla questione del disinsabbiamento e sulle immotivate posizioni di inutili ipotesi è strategie che non hanno portato a risultati alcuno. Gradirei, un suo intervento urgente, con interpellanza scritta al Ministro Toninelli, sulla questione è sulle possibili soluzioni in tempi stretti, non possiamo ulteriormente attendere inermi a irrisolvibili e tortuose soluzioni alternative ora poste su un tavolo per poi su un altro essere contraddette; poniamo fine alle considerazioni personali dei soliti suggeritori di corte, che tirano la giacca alle istituzioni facendo tendere la coperta sempre sul lato più corto. Mi sono, ma ci siamo stancati tutti per tanta indifferenza e immane solitudine; non è il momento di proteggere nessuno, qui bisogna uscire allo scoperto e capire come per la seconda stagione il canale dello Stombi rimane chiuso e interdetto alla navigazione. Non posso tollerare nessun'altra inerzia da parte dei Commissari che rappresentano il Governo, e ché con scellerate soluzioni, senza testa e senza coda, perché questo atteggiamento non è gestire la cosa pubblica, va ad impedire un esercizio di pubblica utilità e danno di immagine ad un territorio già martoriato dallo scioglimento amministrativo per infiltrazioni mafiose. Queste non sono garanzie di "buon governo" questa è cattiva gestione dei servizi pubblici a danno della collettività. Duemila residenti, sono imprigionati e reclusi (senza giudizio alcuno) nel bacino delle darsene del Porto dei Laghi di Sibari. Non si capisce, se questa detenzione, risulta legittimata dalla incapacità di risolvere problematiche asfittiche oramai incancrenite, o mala fede di chi, non riesce a dialogare con la magistratura e con gli enti preposti per le autorizzazione necessarie a liberarci da questo annoso problema. Ad oggi non risulta per mia conoscenza, che la regione Calabria abbia rivista la sua posizione circa la nota di “Chiarimenti e richiesta accertamenti in merito ai lavori di escavo e ripascimento autorizzato con Decreto n.3895 del 26.03.2019” fatta pervenire al Comune di Cassano, all’ARPACAL, Capitaneria di Porto e Consorzio di Bonifica Integrale dei Bacini dello Jonio Cosentino, per:
a) sospendere le operazioni di movimentazione limitatamente all’area di escavo del Molo-Nord Lato Sud in virtù della presenza del deposito temporaneo segnalato;
b) trasmettere relazione dettagliata in ordine ai nuovi elementi di conoscenza acquisiti e sopra esposti, in rapporto alle operazioni autorizzate dal suddetto provvedimento, esplicitando le ipotesi risolutive da porre in essere;
c) trasmettere parere e/o provvedimenti autorizzativi da parte dell’Autorità Giudiziaria competente in ordine all’eseguibilità dei lavori in rapporto al procedimento penale n.2313/2018 RGNR mod.21 oggetto di segnalazione
Non mi risulta ancora, che l’ARPACAL abbia dato pareri favorevoli, sul ripascimento del rifiuto del cumulo di sabbia posto sul Molo Nord-Lato Sud. Non solo, la Procura in data 03.05.2019 ha espresso parere di rigetto della istanza presentata in data 12.04.2019 dall’Ing. D. CALABRO’ nella qualità di Responsabile Pro-Tempore del Settore LL.PP. del Comune di Cassano allo Jonio con la quale “ è stato richiesto il dissequestro delle sabbie in corrispondenza della foce del Canale Stombi, oggetto del provvedimento di sequestro del 05.10.2018”.
Gradirei, per quanto sopra esplicitato, chè a questo mio accorato appello, i parlamentari tutti del gruppo cinquestelle, rappresentino e si facciano carico delle istanze di un territorio, quello della Sibaritide, già abbondantemente sottomesso da incapacità amministrative e da gente senza coscienza e senza scrupoli.
Stiamo soffrendo, ma non possiamo morire per colpa di incapaci......
Francesco Gallo 

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