I rischi della 5G, la quinta generazione della telefonia mobile

SIBARI - La nostra Associazione ha avuto l’opportunità di partecipare ad un Convegno, svoltosi a Roma presso la nuova aula dei gruppi parlamentari, sul tema “Elettromagnetismo e Avanzamento tecnologico: facce della stessa medaglia”. E’ il primo tentativo di ragionare sull’innovazione che cambierà il mondo, per l’avvento della 5G (quinta generazione della telefonia mobile) che ha visto la presenza paritaria di politica, scienziati, magistrati, fondazioni, associazioni e ricercatori del settore. Questo incontro è stato fortemente voluto dal Sen. Sergio Romagnoli.

 

 

Nella sua introduzione il Sen. Romagnoli ha voluto precisare di essere stato operato, tre anni fa, di tumore al cervello causato (ed accertato) da esposizione alle onde elettromagnetiche e, una volta guarito, ha iniziato a studiare la relazione tra esposizione ai suddetti campi da 3G e 4G e insorgenza di tumori ad essi correlati. Il suo obiettivo è quello di promuovere uno scatto culturale che, unendo le molteplici competenze, permetta di raggiungere l’equilibrio tra ricerca e difesa della salute al fine di delineare uno scenario unico per il futuro che permetterebbe di fare ordine tra i tanti ruoli e le differenti competenze oggi spesso confuse e improvvisate. Dopo i saluti in video-conferenza del Ministro per l’Ambiente Gen. Costa, che ha inteso sottolineare come le linee-guida del suo Ministero siano mirate a minimizzare l’esposizione delle popolazioni ai CE per salvaguardare la salute pubblica, ha invitato tutti a continuare sulla strada tracciata dal Convegno, ed a verificare, in progress, il raggiungimento degli obiettivi prefissati. E’ stata la volta della sottosegretaria del MISE on. Mirella Liuzzi la quale ha rassicurato che dal MISE non esiste alcuna volontà di innalzamento degli attuali limiti di esposizione (6 mV). Ha insistito sul coinvolgimento dei Comuni e quindi dei sindaci che hanno già avviato al loro raduno nazionale svoltosi ad Arezzo la discussione sul non innalzamento del limite di cui sopra. E’ stata la volta dell’On. Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento Europeo (intervenuto in video) che ha affermato che anche la CEE si muove nell’ottica di non considerare disgiuntamente sviluppo tecnologico e tutela della salute. Il dott. Raffaele Guariniello, già Magistrato della Procura della Repubblica di Torino, ha centrato il suo intervento sulle implicazioni delle rassicurazioni in favore della sicurezza dei lavoratori. A partire dalla obbligatorietà di rendere noto di cosa sono fatte le apparecchiature utilizzate. Occhio di riguardo alla prevenzione: obbligo indelegabile di valutazione di tutti i rischi, compresi quelli rari. Scoprire pericoli occulti e non immediatamente percepibili, senza aspettare l’evoluzione della malattia. Importanza del DVR, documento valutazione rischi, per capire cosa si fa contro i rischi e valutare gli stessi alla fonte. Ha sottolineato che le leggi per fare tutto ciò non mancano, ma bisogna solo applicarle e farle applicare. Occorrono per questo competenti attività di vigilanza. Ha asserito che fono a quando se le ASP saranno a carattere presidenziale, le leggi rimarranno solo sulla carta. Ogni ASP agirà solo in modo da rispondere al suo presidente! Il Dott. Stefano La Porta presidente dell’ISPRA (Istituto Superiore per la Ricerca e lo Sviluppo Ambientale) nel suo breve intervento ha rassicurato che le questioni poste dal dott. Guarinello fanno parte integrante dell’agire dell’ISPRA (controlli stringenti per coniugare salute dei cittadini e sviluppo tecnologico). Le ARPA poi, regione per regione, devono attenersi esclusivamente al proprio ruolo istituzionale di controllo. L’ing. Antonio Sassano, Presidente della Fondazione “Ugo Bordoni”, ha incentrato invece il suo intervento sulla ineluttabilità degli avanzamenti tecnologici, ci è sembrato di capire, a prescindere. I Comuni – ha raccomandato - si attivino per dotarsi dei Piani-Antenne elaborati su base scientifica. La scienziata dott.ssa Fiorella Belpoggi, Direttrice del Centro “Cesare Maltoni” dell’Istituto Ramazzini di Bologna ha parlato dell’esistenza di prove limitate, che possano far prendere decisioni circa il fatto che il 5G possa arrecare danni alla salute, né escludere che li possano causare. Ma è innegabile che il 3G e il 4G tali danni li abbiano già causati. Se si pensa che sulla faccia della terra ci sono più telefonini che persone si può facilmente intuire la portata di tali danni. Solo in Italia è stimato che ci siano 50milioni di telefonini. Gli studi condotti avallano quanto già certificato, anche da sentenze emesse dalla Suprema Corte di Cassazione, della possibile canceroginità di tali apparecchiature. Nei bambini tale pericolo diventa più alto a causa del fatto che i loro corpi contengono più acqua (70%) con cui le onde elettromagnetiche interagiscono rispetto ad un adulto. Esistono studi del CEMRF -IARC, dell’Istituto Ramazzini ed altri ancora che confermano quanto siano pericolosi i processi di sviluppo tecnologico non governati dai suggerimenti oggettivi derivanti da tali studi e seppure bisogna evitare di fare allarmismo, è necessario tenere conto dei risultati di tali studi che consigliano la massima cautela. Il dott. Burgio, Scienziato e Pediatra, ha dichiarato che da studi consolidati si è accertato che i bambini, oltre che feti ed embrioni, hanno evidenziato la presenza di tumori imputabili alle onde elettromagnetiche. Infine il dott. Alfio Turco (POLAB), che gestisce la realizzazione di Piani-Antenne e Regolamenti attuativi degli stessi in oltre 600 comuni italiani, ha dichiarato che gli stessi Comuni sono al centro di un processo importante nell’ottica dell’evoluzione tecnologica. E’ necessario perciò un immediato riordino di normative e procedure che li doti tutti di strumenti uniformi e adeguati alla sfida: “è importante – ha dichiarato - avere i benefici dei 5G ma al riparo da qualsiasi rischi per la popolazione”.
COMUNICATO STAMPA Associazione “Viva la vida” di Sibari.

Il Presidente di “ Viva la vida” 
Domenico Roseti

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