Per Goletta Verde il mare nostrum è...sempre più blu

ALTO JONIO . Per Goletta Verde di Legambiente in Calabria metà dei punti esaminati risultano inquinanti, ma l’Alto Jonio Cosentino e la Sibaritide quest’anno si presentano immuni da inquinamento e meritevoli quindi di altre Bandiere Blu. 

Dei 24 punti esaminati sulla costa calabrese, ben 12 risultano inquinati oltre i limiti di legge e di questi, 2 sono stati giudicati “inquinati” e ben 10 “fortemente inquinati”, tutti lontani però dalle nostre coste. Nel mirino di Goletta Verde, che ogni anno monitora lo stato di salute delle coste e del mare, come è noto, ci sono sempre le foci dei canali che sboccano a mare e che rappresentano i principali vettori con cui l’inquinamento microbiologico, causato per lo più dalla cattiva depurazione o da scarichi illegali, arriva al mare. I dati relativi alla campagna di quest’anno sono stati presentati e illustrati alla stampa a Corigliano-Rossano alla presenza dei vertici di Legambiente-Calabria e inoltre dell’Assessore Regionale all’Ambiente Sergio De Caprio e del Sindaco della città Flavio Stasi. Per la prima volta, quest’anno, a causa delle restrizioni imposte da Covid-19, il viaggio di ricognizione lungo la costa calabrese alla scoperta delle criticità ancora presenti negli impianti di depurazione, effettuato dall’8 al 21 luglio scorso, non è stato eseguito con l’utilizzo del brigantino a vela di Legambiente, ma i prelievi sono stati effettuati via terra, senza però abbassare la guardia sull’attenzione che va riservata alle acque della balneazione. I parametri indagati ogni anno da Goletta Verde sono di natura microbiologica (Enterococchi intestinali, Escherichia coli…) e vengono considerati come “inquinati” i campioni in cui almeno uno dei due parametri supera il valore-limite previsto dalla normativa vigente e “fortemente inquinati” quelli in cui i limiti vengono superati per più del doppio del valore normativo. Tra i 24 punti monitorati su tutte le coste calabresi, 6 ricadono nella provincia di Cosenza e tutti e 6 (4 sullo Jonio e 2 sul Tirreno), sono risultati entro i limiti di legge. Si tratta, per la precisione, della foce del canale il “Pescatore” a Villapiana Lido, della foce del fiume Crati in località Laghi di Sibari del Comune di Cassano Jonio, della foce del Torrente Coriglianeto che sbocca in prossimità della Marina di Schiavonea e della foce del torrente Colognati a Marina di Rossano. Sul Tirreno, invece, sono stati presi in esame la foce del fiume Bagni al confine tra Acquappesa e Guardia Piemontese e infine la foce del fiume Noce a Tortora Marina. Nello spiegare da quali fonti arriva l’inquinamento marino i vertici di Legambiente hanno sono tornati a puntare il dito contro i sistemi comunali di depurazione, di cui ben 130 sul totale di 402 Comuni, risultano in procedura di infrazione comunitaria. Secondo Legambiente è quindi necessario intervenire per efficientare i sistemi di depurazione, stabilendo, attraverso l’Arpacal, controlli rigorosi e stringenti in un’ottica preventiva più che repressiva perchè troppo spesso, secondo i vertici di Legambiente, non si fa prevenzione e si riesce a far emergere le criticità solo attraverso l’intervento della Magistratura e solo quando, purtroppo, il danno ambientale è già stato prodotto. Buone notizie, dunque, per tutta la Sibaritide e, in particolare dell’Alto Jonio Cosentino premiato quest’anno da ben 4 Bandiere Blu (Trebisacce, Roseto Capo Spulico, Villapiana e la new-entry Rocca Imperiale, con la speranza che in futuro altri vessilli della FEE possano sventolare lungo tutto il mitico “mare nostrum”.
Pino La Rocca
 

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