Crisi per il materassificio di Oriolo, maestranze in cassa integrazione



ORIOLO - Anche il materassificio di Oriolo fondato una decina di anni addietro dall’attuale sindaco di Oriolo Giorgio Bonamassa non sfugge al vortice della crisi. L’azienda, l’unica fabbrica esistente in tutto l’Alto Jonio, che occupa 34 lavoratori “Over 40”, a causa della contrazione delle vendite, è stata costretta ad attivare la cassa integrazione straordinaria (CIGS) della durata di 12 mesi, determinando nei fatti una forte riduzione del reddito delle maestranze che rivendicano spettanze arretrate di qualche mese.

In realtà la “V.M. Materassi e Reti di Oriolo srl” vanta da più di un decennio un personale talmente qualificato da collocare la creatura di Bonamassa fra i primi produttori nazionali nel settore della produzione di materassi ed accessori per il sonno. Dei pericoli per i livelli occupazionali dei 34 lavoratori si è fatta portavoce la FILLEA-CGIL la quale teme che la crisi possa avere effetti devastanti in una delle aree interne a più alto rischio. «Non possiamo perdere una opportunità così importante, - ha scritto il segretario generale della Fillea-Cgil Antonio Di Franco – una fabbrica che ha investito in ricerca, in innovazione e in formazione ed ha rappresentato uno dei pochi esempi virtuosi partoriti dalla ex legge 488, vergognosamente conosciuta per gli sperperi, le ruberie e i pochi posti di lavori creati». Dopo aver ricordato che la “V.M. srl” ha offerto la possibilità a 34 giovani del luogo di progettare il futuro nella loro terra senza dover fare le valigie, la Fillea-Cgil ritiene che la sua chiusura sarebbe un colpo mortale per Oriolo e per l’Alto Jonio e aggraverebbe le condizioni di un territorio già di per sé molto compromesso. E’ per questo che la stessa Fillea-Cgil, insieme alla Filca-Cisl, hanno ritenuto opportuno sollecitare l’assessorato regionale alle Attività Produttive e l’assessorato al Lavoro ad avviare un percorso di concertazione per mettere l’azienda nelle condizioni di superare lo stato di crisi ed il mantenimento di un opificio essenziale per il territorio di riferimento. «Questa vertenza – ha concluso il segretario della Fillea-Cgil - e tutte le altre sul tappeto (Italcementi, Centrale di Rossano, SILC Spa, Centrale del Mercure, tutto il comparto dei laterizi…) costituiranno la piattaforma alla base dello sciopero generale territoriale che CGIL-CISL-UIL hanno proclamato per il 14 dicembre nell’Alto Jonio».
Pino La Rocca

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