Sostenibilità e identità, preferire il pesce povero

Numerose adesioni al progetto del Gac Bormas. Insieme a Slow Food: facciamo politica a tavola
Rossano – FACCIAMO POLITICA A TAVOLA. Preferisci il pesce dei nostri mari. Tuteliamo ambiente, salute e tasche. Da Cariati a Mandatoriccio, passando da Pietrapaola, Calopezzati, Mirto e Rossano, fino a Corigliano. Sono circa 40 i ristoratori che hanno detto sì alla campagna di educazione alimentare e di sensibilizzazione al consumo consapevole delle specie ittiche sostenibili IO NUOTO NEL MEDITERRANEO promosso dal Gruppo di Azione Costiera (GAC) “I Borghi della Sibaritide” (BORMAS) in partnership con la Condotta Slow Food Pollino Sibaritide Arberia.

I ristoranti e le trattorie dell’area compresa tra le due città, sedi delle principali marinerie del territorio, aderendo all’iniziativa, si impegnano ad individuare un pescivendolo di fiducia che sappia indicare nome, provenienza e modalità di pesca o allevamento del pesce proposto; a fare attenzione che sia presente l’etichetta; a scegliere pesci di stagione, quelli cioè che non si trovano in fase riproduttiva; e pesci nostrani quelli di passaggio nei nostri mari; a comprare solo pesce della giusta taglia; ad acquistare le specie neglette o cosiddetto “pesce povero” (il cui pregio e le cui qualità organolettiche, però, non hanno nulla da invidiare alle specie più conosciute); a non mettere nei piatti specie in via di estinzione o frutto di pratiche di pesca o allevamento non sostenibili e a preferire, invece, le specie di cui il nostro mare è ricco, di grande qualità e che costano molto meno; a ricercare, preferire e proporre all'ospite ricette dell'autentica tradizione marinara locale e piatti della memoria. – Slow Food consegnerà i manifesti ed il bollino da mettere nei ristoranti visibili al pubblico e la MINIGUIDA AL PIACERE CON RESPONSABILITÀ per la stesura del quale ci si è ispirati al testo del libro di Silvio GRECO, con le illustrazioni di Sergio STAINO, IL PESCE - come conoscerlo, amarlo, pescarlo e cucinarlo senza guasti per le specie ittiche, per noi e per l’ambiente.

Le abitudini alimentari incidono moltissimo sul consumo non corretto del pesce. Moltissimo – si legge nel volume edito da Slow Food Editore. Basta pensare – scrive GRECO - che nel Mar Mediterraneo le specie commestibili sono 300 più alcune decine di crostacei e molluschi. Di queste però ne catturiamo, in grandi quantità, solo alcune, mettendo sotto stress un delicato equilibrio e rinunciando a un’ampia varietà di gusti. La notizia più incredibile però è un’altra: nonostante queste risorse, i pesci più diffusi sulle nostre tavole sono specie allevate: branzino, orata e rombo, in particolare. Senza parlare poi, ad esempio, dei filetti di pesce persico: un pesce che la maggioranza dei consumatori considera italiano e che, invece, viene allevato nel Lago Vittoria, in Africa, in condizioni ambientali e lavorative disastrose. Oppure il tanto diffuso pangasio, allevato nelle acque non sempre cristalline dei fiumi del sudest asiatico. O, infine, i cosiddetti pesci bistecca, facili da pulire e cucinare, come calamari, seppie, gamberi, tonno e pesce spada. Gli ultimi due, oltre a essere fortemente sfruttati, sono proprio quelli a ciclo vitale più lungo, che quindi accumulano, nelle loro carni, più inquinanti. – Fonte: Montesanto Sas/Comunicazione & Lobbying.

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