Corigliano | Costretti da due settimane a “convivere” con la fogna


Stabili popolari di Via Fontanelle: la competenza è dell’Aterp ma è impossibile “interloquire”. E il Comune glissa...

È esattamente da ben due settimane, a Corigliano Calabro, che i dodici nuclei familiari d’una delle palazzine che costituiscono l’agglomerato popolare dell’Azienda territoriale per l’edilizia residenziale pubblica, quello centralissimo che sorge lungo la Via Fontanelle nella popolosa frazione dello Scalo, sono costretti a vivere in una situazione da terzo mondo. E nell’indifferenza totale da parte d’ognuna delle istituzioni cui le famiglie hanno invocato un urgente intervento risolutivo.


Su un lato della palazzina, infatti, s’è rotta una conduttura fognaria che serve l’intero agglomerato delle palazzine popolari di proprietà dell’Aterp di Cosenza. I residenti si sono rivolti in prima battuta agli uffici comunali, al fine d’intercedere con l’Aterp i cui responsabili del servizio manutentivo è per loro praticamente un “miraggio” riuscire a poterli raggiungere. Ma dal Municipio coriglianese hanno fatto orecchie da mercanti, limitandosi a ribadire alle famiglie che risiedono in quelle palazzine che la competenza ad intervenire è dell’Aterp di Cosenza e non del Comune di Corigliano Calabro. E questo lo sapevano già...
Fatto sta che da quindici giorni questi cittadini, residenti a Corigliano Calabro, sono invasi nelle loro abitazioni da un fetore insopportabile. La situazione è ancora più aggravata dal fatto che nel pomeriggio i bambini giocano al pallone proprio lì fuori e i loro genitori sono terrorizzati al solo pensiero che possano toccare con le mani il pallone dopo che lo stesso per caso o per sbaglio sia magari finito nell’“acqua” di quella fogna a cielo aperto. È evidente, allora, che si tratta d’una emergenza di tipo igienico e sanitario d’interesse pubblico.
I residenti dello stabile popolare di Via Fontanelle fanno dunque pubblicamente appello «a tutte le autorità, comunali, provinciali e sanitarie che esse siano», perchè «si metta fine a questa indecenza insopportabile, perchè siamo cittadini italiani e paghiamo le tasse a tutti gli enti impositori e perciò meritiamo ascolto e rispetto da parte delle istituzioni da noi interessate per la risoluzione d’un problema grave con cui è offensivo oltre che indecente essere costretti a convivere per altro tempo ancora».

 

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