Corigliano-Rossano | Primo passo verso la “fusione”?

È stato lungo e molto travagliato il percorso politico che alla fine ha condotto pure il Consiglio comunale di Corigliano Calabro a deliberare al fine d’accendere il processo di fusione amministrativa con la vicina Rossano, attraverso il voto favorevole al cosiddetto “atto d’impulso”. Dal 16 gennaio d’un anno fa – quando il civico consesso coriglianese sospendeva la discussione proprio mentre in contemporanea l’organo consiliare di Rossano approvava l’atto all’unanimità – fino alla tarda serata di ieri.

Quando, seppur a maggioranza, l’assemblea civica di Corigliano Calabro quell’atto l’ha licenziato favorevolmente, aprendo così la strada all’eventuale referendum consultivo tra i residenti delle due grosse realtà urbane confinanti, i cui comizi elettorali dovrebbero essere convocati da parte della Giunta regionale a seguito dell’esame comparativo delle due deliberazioni dei rispettivi consigli comunali. Come un anno fa, pure ieri a Corigliano Calabro la discussione tra i banchi dei rappresentanti eletti è stata lunga ed articolata.
La maggioranza amministrativa che regge il Comune col sindaco Giuseppe Geraci s’è rivelata unita e compatta nella scelta di dire “sì” all’atto d’impulso. Al contrario delle composite e variegate componenti di minoranza, ove sono emerse posizioni differenti e, in questo caso, divergenti. Alla fine hanno votato favorevolmente il gruppo del Partito democratico, coi consiglieri Giovanni Spezzano e Carmen Emiliana Fusaro, il consigliere indipendente di sinistra Giovanni Torchiaro e il collega del Movimento 5 Stelle Francesco Sapia. Hanno votato contro, invece, il gruppo del Nuovo centro destra, coi consiglieri Elvira Campana e Giorgio Triolo, il consigliere di Forza Italia Gioacchino Campolo, e il consigliere del gruppo Aria nuova – Riferimento popolare, Francesco Madeo.
La relazione illustrativa della proposta di deliberazione è stata tenuta dal vicesindaco, Francesco Paolo Oranges, all’inizio della discussione del punto all’ordine dei lavori concernente l’atto d’impulso alla fusione amministrativa con Rossano.
Oranges s’è soffermato soprattutto sul carattere di “diversità” dell’atto sottoposto alla discussione ed al voto da parte del Consiglio comunale di Corigliano Calabro, rispetto a quello licenziato dall’assemblea civica (adesso scolta) della vicina Rossano. Che allarga l’“orizzonte” del processo di fusione amministrativa pure a Cassano Jonio e a Crosia, i cui Comuni sono espressamente richiamati nella deliberazione coriglianese di ieri. Scelta, questa, che era maturata nel corso della conferenza dei capigruppo consiliari preliminare alla seduta e che rappresenta il vero ed unico elemento di sostanziale novità rispetto al percorso che i due Comuni di Corigliano Calabro e Rossano avevano intrapreso da un paio d’anni a questa parte. Frutto anche della lunga “riflessione” coriglianese, che un anno fa ha preferito non autoforzarsi la mano in un processo oramai irreversibilmente acceso a livello politico e sociale tra le due città, anche e soprattutto grazie all’impegno profuso in questa direzione da parte d’un cartello d’un centinaio d’associazioni che da tempo propugnano la fusione amministrativa tra Corigliano Calabro e Rossano.
 

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