Villapiana: ecco “La Casa di Argo”

“La Casa di Argo”: una bella realtà alberghiera riservata ai cani dei comuni associati al canile, il quale svolge un’opera altamente meritoria nei confronti degli amici dell’uomo che non hanno più un padrone, o che sono in procinto di averne uno nuovo.

In realtà l’Alto Jonio, per colpa di una politica sanitaria abbastanza miope, non dispone più di un ospedale dignitoso per curare la salute delle persone, ma può vantare, questa volta per meriti propri, una struttura sanitaria d’avanguardia come “La Casa di Argo” intitolata al mitico cane di Ulisse che, secondo la leggenda omerica, morì nel momento in cui, accovacciato sull’uscio della porta, vide tornare a casa il suo padrone dopo i dieci anni della Guerra di Troia. “La Casa di Argo” è stata realizzata diversi anni addietro dalla Cooperativa “Argano” (presidente Vincenzo Cerchiara) su un terreno sito in contrada Pantano, nel comune di Villapiana e raccoglie i cani randagi dei circa 10 comuni del circondario che si sono associati alla Cooperativa. La struttura, in grado di ospitare fino a 250 cani in condizioni igieniche e sanitarie rigorosamente controllate dal proprio personale veterinario (la dottoressa Rina Carlomagno di Cassano Jonio) e del dottor Nicola Pugliese direttore sanitario del canile per conto dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Cosenza, a cui dà una preziosa mano il dottor Bruno Romanelli titolare di una Convenzione con l’Asp. Si tratta ovviamente di personale sanitario accomunato dall’amore per gli animali domestici, rispetto ai quali per la verità è in crescita la sensibilità anche nella società civile. Peccato che l’azienda sanitaria non abbia anche nei confronti dei cani la necessaria sensibilità perché spesso mancano perfino i farmaci a cui è costretta a far fronte la Cooperativa. Per non parlare della mancanza di un apparecchio radiografico per gli accertamenti di routine che il personale sanitario ha chiesto inutilmente più volte. “La Casa di Argo” è divisa in due parti: il canile sanitario dove, a spese dei comuni di provenienza che pagano una diaria di 2/3 euro al giorno, vengono ospitati e curati, dopo i necessari accertamenti sanitari, i cani randagi accalappiati nei vari paesi e “il rifugio” dove vengono ospitati, anche qui amorevolmente, i cani in attesa di avere un nuovo padrone che, prendendoli in affido, possa loro assicurare assistenza e quell’amore che l’amico dell’uomo sa ricambiare con altrettanta riconoscenza.
Pino La Rocca
 

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