Morano. La vendetta prolifera tra i vinti!

Con lo stesso mezzo, un manifesto pubblico, Il sindaco Nicolò De Bartolo replica alle accuse delle opposizioni consiliari.
Un vaniloquio pretestuoso. Offensivo e colmo di accuse arbitrarie e infondate. Prive di fondamento, giuridico e politico. Il triste libello pubblicato dalle opposizioni consiliari non meriterebbe replica. Ma il silenzio potrebbe essere frainteso e, come già accaduto, diventare ancor più nocivo e strumentalizzabile. Quando non esistono fatti sui quali inveire, bisogna inventarli. E il giochetto, dobbiamo riconoscerlo, riesce bene ai due gruppi di minoranza.

 

Inquinano molto più le tossine che si continua a instillare sfrontatamente nella comunità che non un Ecodistretto che avrebbe portato soltanto benefici e null’altro. Siamo stati corretti nell’accettare la volontà popolare, ma ora non possiamo permettere che siano aspramente vilipesi e bistrattati l’istituzione e l’uomo. Non è scritto da nessuna parte che tutti debbano poter dire tutto e che al Sindaco sia finanche impedita la legittima difesa. Nossignore. Non funziona così. Ciò che è giusto per alcuni è giusto per tutti. Regola elementare di democrazia. Perché le parole in un paese libero hanno sempre un preciso significato, un peso, e chi le proferisce se ne assume la piena responsabilità. Subito dopo il comizio tenuto in Piazza Giovanni XXIII venerdì 20 settembre scorso (né prima né dopo quella data, pertanto non rispolvero tensioni pregresse, ma si dà semplicemente seguito a quanto, come peraltro preannunciato, è stato già avviato), ho querelato esclusivamente coloro i quali, soprattutto in quella circostanza, hanno oltraggiato e diffamato persone e istituzioni. Non si può dare impunemente del “mafioso”, o affibbiare epiteti come “infame”, “venduto” ecc., Chi scrive non ha intascato benefit, né ricevuto soldi da chicchessia, né ha mai rubato alcunché. Altri, nonostante si siano avvicinati al sottoscritto con fare minaccioso, non sono stati querelati perché, vittima della rabbia del momento, sono sicuro abbiano ceduto a un transitorio impulso istintivo. Vengano, ora, a dimostrare la veridicità delle loro accuse nelle sedi opportune. Sono ad ogni modo disposto a ritirare immediatamente le denunce qualora gli interessati riconoscano l’errore e presentino scuse pubbliche commisurate alla gravità degli oltraggi. Ma confido sinceramente nel ravvedimento operoso, in mancanza del quale non vi potranno essere passi indietro.

 

Passiamo alla leggenda “incarichi”. Chi oggi grida allo scandalo, in passato, quando governava questo Comune, riteneva una pratica virtuosa il conferire incarichi a “parenti e amici”. Il bizzarro paradosso alberga, poi, nel fatto che il maggior rappresentante di MoranoLab un tempo contestava arditamente certi metodi e ora firma i manifesti con Morano Democratica, avallandone le tesi e mostrandosi nei riguardi di quest’ultima stranamente indulgente per il pregresso operato, ormai evidentemente depurato o quantomeno giustificato. Ma dei due l’una. Ne va della vostra sbandierata coerenza. Del resto ben sanno i nostri oppositori come l’iter di gara sia un compito demandato all’Ufficio Tecnico dell’Ente, alla cui guida troviamo un competente e integerrimo professionista che affida i lavori nel rispetto delle normative vigenti e delle buone prassi, perseguendo solo l’interesse dell’Ente. Anche per i lavori al cimitero la procedura evidentemente non cambia. Aggiungo che i morti non camminano: si plachi qualche spirito inquieto, e studi il Regolamento di Polizia Mortuaria approvato con DPR n° 285 del 10/09/1990 e smi (DPR n° 254 del 15/07/2003), noterà che esso è sempre stato applicato alla lettera e ogni decisione è stata assunta in ossequio a precisi vincoli e condizioni. I miracoli, si cerchino altrove.

 

Riguardo, ancora, al “parcheggio dei mezzi comunali”, stupisce constatare come politici attenti all’ambiente non sappiano che non di parcheggio si tratta, bensì di un’area già utilizzata in passato, scelta come sito idoneo non da noi, ma da chi oggi ci biasima sconfessando sé stesso, quale ricovero attrezzi e automezzi comunali, necessaria per mantenere pulita l’area ecologica.

 

Relativamente alla condotta idrica e alle problematiche della fornitura nel centro storico, difficoltà diffusa in tutti i centri del meridione, oltre ai tempestivi interventi quotidiani, abbiamo progettato l’intero rifacimento della rete e chiesto un finanziamento di un milione e mezzo di euro alla Regione Calabria. Purtroppo, stante la pachidermica lentezza della Regione, non abbiamo ancora ricevuto risposta.

 

Gli Scuolabus. Siamo stati costretti a dismettere un pulmino che per legge non può più circolare (Euro Zero). Per fronteggiare la situazione abbiamo noleggiato da un’azienda privata un mezzo, compreso autista, per € 5000,00. Siamo pronti a valutare qualsiasi loro proposta più conveniente, anche se dubitiamo ne abbiano. Peraltro nel 2020 il servizio sarà completamente esternalizzato, non essendo più economicamente sostenibile per l’Ente.

Non mi soffermo sul servizio Mensa scolastica, dato che non è cambiato assolutamente nulla. Anche in questo caso polemiche vuote.

 

Per quanto attiene al paventato dirottamente di fondi dal capitolo “Manutenzione del territorio” al capitolo “Forestazione”, si tranquillizzino: si tratta di un’anticipazione alla ditta appaltatrice, permessa dalla virtuosità del Bilancio interno e spettante per legge al commissionario, in assenza della quale i lavori di forestazione, ancora una volta a causa dell’inveterata indolenza della Regione, non sarebbero potuti iniziare con conseguente disagio occupazionale.

Ai miei avversari, relegati, dal popolo e non da De Bartolo, a un ruolo minoritario, suggerisco di reiterare a lungo la richiesta di dimissioni: non immaginano lor signori quanto la cosa sia per noi stimolante e come ottenga l’esatto contrario dell’intento che perseguono. Perché sono loro ad “avvelenare il clima politico tra i cittadini” e non noi; spieghino strateghi e tuttologi del banale quale interesse avrebbe un sindaco eletto con un plebiscito, forte di consensi appena confermati, a destabilizzare l’opinione pubblica! Smettetela di arrampicarvi sugli specchi. Rassegnatevi: non ho alcuna intenzione di abbandonare la comunità in mani che la storia ha già bocciato. Si sappia, anzi, che, come più volte dichiarato, non mi candido affatto alle Regionali. La mia gente prima di tutto. I vari oppositori dovranno attendere cinque anni per provare l’ebbrezza di un’altra sconfitta! La maggioranza consiliare e l’intero gruppo sono solidi e più che mai motivati.

 

Quanto al futuro politico di De Bartolo, subito dopo le elezioni regionali renderò noti i termini della mia decisione.

Infine accetto gli auguri per il concorso, ma sappiano quanti producono e inoculano nel tessuto sociale il virus letale del sospetto e del rancore, che mortificano la pacifica convivenza e turbano la serenità dei cittadini, che per i risultati professionali e lavorativi sinora conseguiti, il sottoscritto deve ringraziare solo i propri genitori, che gli hanno permesso di studiare e formarsi adeguatamente, e la propria famiglia che lo sostiene. Nessun altro ha da riverire. Non so se chi oggi mi attacca può affermare la stessa cosa. A pensarci bene, per la mia carriera forse dovrei essere riconoscente a chi, qualche lustro fa, negò lo scorrimento di una graduatoria, opzione prevista dalla legge, solo perché al secondo posto vi era un giovane che poi sarebbe dovuto diventare sindaco di questo Comune.

 

Animosità e odio non li commentiamo. Ma se la vendetta non ci appartiene, la giustizia e la pace sì! E qui mi fermo, per “amore del mio popolo”.

 

Un abbraccio a tutti i moranesi.

 

Il Sindaco

F.to Nicolò De Bartolo


 

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