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Villapiana: Concorso vinto dal figlio del vicesindaco, per i 5Stelle è una questione etica e morale

Concorso comunale vinto dal figlio del vicesindaco in carica: dopo le severe obiezioni del gruppo di Minoranza “Insieme per Villapiana” che ha contestato le mancate dimissioni del vice-sindaco dottor Luigi Cavaliere, ecco la presa di posizione, altrettanto severa, del Meetup 5Stelle di Villapiana che ne ha fatto più che altro una questione di “etica politica e morale”. 

Per la verità entrambe le prese di posizioni, una all’interno del consiglio comunale e l’altra proveniente dalla società civile, entrambe formalmente consegnate alla stampa, non hanno inteso entrare nel merito e mettere in discussione le qualità professionali di chi, partecipando legittimamente ad un Bando Pubblico, ha vinto il Concorso di Dirigente part-time e a Tempo Indeterminato di Dirigente dell’Ufficio Tecnico Comunale, ma entrambi, seppure partendo da presupposti identici, hanno manifestato in modo diverso il proprio dissenso rispetto al dato di fatto che a vincere il Concorso Pubblico è stato il figlio del vice-sindaco in carica. Vice-sindaco che, per il gruppo “Insieme per Villapiana”, doveva almeno dimettersi e, per i 5Stelle, andare invece incontro ad una crisi di coscienza. «In realtà – ha scritto il portavoce del Meetup locale dei 5Stelle Prospero Rossi riferendosi alle azzeccate previsioni del gruppo “Insieme per Villapiana e sospendendo comunque il giudizio di merito - le malelingue avevano già previsto che il Concorso per un posto da Dirigente Tecnico al comune di Villapiana sarebbe stato vinto dal figlio del vice-sindaco… ma chi siamo noi per poter giudicare? Ben sapendo – ha aggiunto l’ex candidato-sindaco dei 5 Stelle facendone una questione morale - che le colpe dei padri non possono ricadere sui figli, possiamo solamente dire che sicuramente si può sfuggire alla giustizia degli uomini e "forse” anche a quella di Dio, ma sicuramente non si potrà mai sfuggire alla propria coscienza… Non vale la pena, a questo proposito, - ha incalzato ancora Prospero Rossi – andare a spulciare leggi e regolamenti per stigmatizzare l’accaduto: basta far riferimento a una certa “etica politica e morale” di cui ormai si è persa ogni traccia al punto che la parola “vergogna” non fa più parte del vocabolario di molti, donne e uomini, che utilizzano la politica per i loro interessi personali, familiari e clientelari e perciò – ha concluso Prospero Rossi fustigando tra le righe l’elettorato locale per aver dato il proprio sostegno a questo esecutivo - se è a costoro che va il nostro disprezzo, a coloro che li hanno sostenuti per ottenere le cariche politiche immeritate, va il nostro monito ad essere in futuro più riflessivi nella cabina elettorale».
Pino La Rocca

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