Villapiana: la Minoranza teme il fallimento della municipalizzata BSV

 «L’accumulo dei debiti nei confronti della Regione e di tanti altri creditori mette a rischio la sopravvivenza della municipalizzata BSV. Noi, come Minoranza, di questo siamo preoccupati e vogliamo perciò vedere chiaro sulla discutibile politica finanziaria della partecipata comunale al fine di informare i cittadini che a rischio ci sono i bilanci familiari dei villapianesi». E’ questo, in estrema sintesi, il succo della conferenza-stampa nella quale i tre consiglieri del gruppo di Minoranza “Insieme per Villapiana”

 Luigi, Bria, Domenico Filardi e Maria Rosaria La Vitola, sono tornati ad invocare quella trasparenza a cui finora, a distanza di oltre 5 mesi (4 luglio) dalla prima richiesta di poter visionare gli atti, la Maggioranza non ha ottemperato. Ad aprire i lavori è stato Domenico Filardi nella duplice veste di consigliere comunale e di Segretario del PD il quale, dopo aver fatto un dettagliato excursus delle reiterate richieste di visionare gli atti, inviate, oltre che al sindaco anche al Segretario Capo del Comune e al Presidente del Consiglio Comunale quali garanti dei diritti dei consiglieri comunali, ha riferito del grave indebitamento della BSV che, pur ricevendo dal Comune un appannaggio di ben 466mila euro ogni due mesi, in soli 3 anni avrebbe accumulato debiti per 1milione e 300mila euro per il mancato pagamento alla Regione degli oneri spettanti per il conferimento dei rifiuti in discarica. Tanto risulterebbe, secondo quanto ha riferito Filardi, dalla risposta del competente Dipartimento Regionale chiamato in causa dalla Minoranza per accertare l’esatta massa debitoria del Comune di Villapiana. Sì, proprio del Comune perché, secondo Filardi, debitore nei confronti della Regione risulta essere il Comune e non già la BSV, tanto è vero che, sempre secondo il Segretario del PD, nel mese di ottobre è stato il Comune a chiedere alla Regione di poter rateizzare il pagamento del debito. «Un debito di quelle proporzioni – ha dichiarato Filardi – non deve preoccupare solo la Minoranza perchè si tratta di denaro che appartiene a tutta la comunità. Noi - ha aggiunto Filardi - abbiamo un concetto diverso delle risorse pubbliche e siamo fortemente impegnati per ostacolarne lo sperpero. Torniamo quindi a chiedere la fine della guida verticistica della BSV, il ritorno a un consiglio d’amministrazione che ne garantisca una gestione più oculata e soprattutto più trasparente e chiediamo l’urgente convocazione di un apposito consiglio comunale per discuterne e fare chiarezza nell’interesse dei citatdini». A rincarare la dose delle critiche ci ha pensato il consigliere Luigi Bria. «Dall’igiene alla piscina, dalla mensa scolastica allo sport – ha incalzato l’ex sindaco Bria accennando ad appalti e ad assunzioni fatte senza regole – ormai la BSV è diventata la succursale del Comune che comunque, nonostante il sostanzioso flusso di denaro, non riesce a pagare con puntualità tutti gli operai che quest’anno ben difficilmente vedranno la tredicesima». Bria ha quindi citato il caso del comune di Trebisacce, che con il doppio degli abitanti spende 700mila euro che è esattamente la metà di Villapiana che spende 1milione e 400mila euro all’anno. Ha quindi citato il caso del capannone della BSV acquistato “alla prima asta” per ben 460mila euro, dicendo che molti aspetti ci sono da chiarire, anche perché, a suo dire, già ci sarebbero stati pignoramenti e che, se la società continua a sperperare, rischia di finire sul lastrico. «Quando abbiamo fondato la BSV – ha aggiunto Bria – ne abbiamo affidato la gestione a un CDA in cui era rappresentata anche la Minoranza. Oggi la BSV ha… un uomo solo al comando che funge da controllore e da controllato. Un uomo che, peraltro, ha chiosato Bria - gestisce oltre 2milioni di euro all’anno percependo l’irrisorio compenso di 900,00 euro al mese. Noi, come Minoranza – ha continuato Luigi Bria – non abbiamo interessi da difendere e, avendo ricevuto il mandato di vigilare sull’operato dell’esecutivo, abbiamo il diritto-dovere di esercitarlo fino in fondo, sia per far sapere ai cittadini il rischio a cui vanno incontro, sia per informare la Corte dei Conti su come vengono gestite le risorse pubbliche. Pretendiamo perciò – ha concluso il dr. Luigi Bria - chiarezza, trasparenza e quell’indispensabile dialogo a cui finora la Maggioranza si è sottratta facendo capire che sotto sotto c’è qualcosa che non torna…».

Pino La Rocca
 

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