Alto Jonio: Regionali 2020, No a candidature imposte dall'alto

Regionali 2020: No a candidati calati e imposti dall’alto in spregio alle indicazioni degli iscritti e dei simpatizzanti di movimenti e partiti che, così facendo, perdono di ulteriore credibilità e rischiano di giocarsi la fiducia dei potenziali elettori. A fare scuola in questa ottica sono gli attivisti del Movimento 5Stelle dell’Alto Jonio che a questo proposito hanno redatto un documento abbastanza esplicito, 

 

 

ma la stessa cosa la rivendicano iscritti e simpatizzanti del centrosinistra e del centrodestra, tutti confusi e disorientati rispetto alla quasi totalità di candidature imposte dall’alto secondo il vecchio e abusato rituale politico che si pensava fosse ormai alle spalle. Partendo quindi dal presupposto abbastanza condiviso che occorre fare piazza pulita di una classe politica di destra, di sinistra e di centro che per oltre 20 anni ha disamministrato la Calabria, la scelta della futura governance della Regione la vorrebbe fare la base di partiti e movimenti nelle forme che imporrebbe la tanto decantata democrazia partecipata. “Ancora più uniti, ancora più forti, gli attivisti del M5S non fanno sconti a nessuno”. E’ con questo atteggiamento che, per esempio, gli attivisti del M5S hanno accolto la notizia che il Coordinatore per le elezioni regionali in Calabria Paolo Parentela vorrebbe imporre quale governatore della Calabria il prof. Francesco Aiello che “non rappresenta in alcun modo il M5S calabrese, tanto è vero che – si legge nella suddetta nota - lo stesso, in una pubblica intervista, si è dichiarato a capo di una lista civica sostenuta dal M5S, escludendo di essere espressione diretta del Movimento, aggiungendo di essere stato “scelto” dalla deputazione pentastellata calabrese e di essere in attesa della ratifica attraverso la piattaforma. Questa procedura – incalzano gli attivisti dell’Alto Jonio che si dichiarano pronti a boicottare il voto - è contraria al Comma 5 dell’Art. 3 del Regolamento delle Regionarie del Movimento perché il candidato presidente non viene nè indicato, nè ratificato, ma “scelto” direttamente dagli iscritti e tra gli iscritti con votazione on-line». A parte, poi, la ricorrente prassi dei partiti del centrodestra, da sempre abituati a schierare candidati scelti dai vertici dei partiti, cosa che si sta verificando puntualmente anche questa volta, non va certamente meglio, anzi, va decisamente peggio, nel campo del Partito Democratico lacerato al suo interno dalle lotte intestine, dai personalismi e dalle correnti, che rischia di arrivare più che diviso all’appuntamento elettorale e di dar vita quindi ad un quasi certo karakiri. Non era meglio, si chiedono in tanti, ricorrere all’istituto delle Primarie che in altri contesti si è dimostrato efficace e funzionale? Niente da fare, le Primarie proposte da Oliverio e fissate per legge per il 24 ottobre scorso ma mai prese in seria considerazione dai vertici del partito, sono andate deserte e oggi nel PD calabrese… volano gli stracci mentre oltre 100 Circoli si scagliano contro Callipo ritenendolo un esponente della destra e invocano, ormai tardivamente, le Primarie che avrebbero potuto sgombrare il campo dagli equivoci e fare chiarezza tra i candidati. Sta di fatto che a circa 40 giorni dall’apertura delle urne regna la confusione su tutti i fronti e questo non fa altro che agevolare le aspirazioni dei partiti sovranisti che, pur avendo opinioni e traguardi diversi, aspirano a fare il pieno dei consensi ed a conquistare anche la Regione Calabria.
Pino La Rocca
 

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