Acqua Pubblica, Gagliardi scrive a Renzi


Il Sindaco si rivolge a Presidente della Regione e Prefetto

SARACENA  – «Nella qualità di Sindaco del Comune di Saracena, nel cui interesse agisco ed opero, trasmetto per opportuna conoscenza e per eventuali provvedimenti di competenza la deliberazione del Consiglio Comunale n. 11 adottata nella seduta del 26 maggio 2015 in ordine alla gestione del servizio idrico sul territorio cittadino. Dando per scontato che le SS.LL. si compiaceranno di leggere personalmente il contenuto della deliberazione sottopongo alla loro cortese attenzione i seguenti interrogativi:


Può essere mortificata l’esperienza virtuosa di una piccola Comunità che ha ottemperato in tempi non sospetti ai principi ispiratori della legge quadro in materia, curata a suo tempo da un deputato apprezzato da tutti i colleghi della Camera dei Deputati dell’epoca, On. Galli?
È mai possibile che coloro i quali hanno dissipato ingenti risorse finanziarie negli anni trascorsi, sin dall’epoca in cui è stata approvata la legge “Galli” fino ad oggi, non siamo mai stai chiamati a rendere conto della montagna di debiti che hanno prodotto con le loro gestioni inefficienti e clientelari?

Particolari responsabilità vanno addebitate agli amministratori regionali della Calabria, che a differenza di altri territori, pur essendo ricca della risorsa idrica, spesso e volentieri lasciano i cittadini… in un cul de sac, cioè a secco (Vibo e Crotone docent!).
Non è intollerabile, fino a provocare una vera e propria ribellione popolare, che i professionisti indicati di volta in volta a ricoprire i ruoli di “garanti” (sic!) non rendano mai il conto del loro operato caratterizzato da gestioni fallimentari?
Non è intollerabile che all’Autorità (AEEG) che da anni ha controllato e gestito, secondo metodi più che discutibili e con scarsi risultati sul piano della gestione finanziaria, il settore della distribuzione del gas e dell’energia elettrica (cosa deve fare di più e di peggio l’Enel per essere sanzionata?) sia stato affidato anche il controllo del servizio idrico (AEEGSI).

Inoltre in merito al contenuto della deliberazione n. 643/2013 dell’AEEGSI, che provvede a determinare il metodo tariffario idrico (MTI) nonché della deliberazione n. 523/2014 riguardante la tariffa del servizio idrico riferita alle gestioni operanti nel territorio della Regione Calabria, si contestano principalmente quelle componenti proprie delle gestioni garantite da soggetti giuridici di natura privatistica:
I costi finanziari previsti dalle metodologie gestionali;
Il riconoscimento di ricavi alla gestione dei soggetti giuridici di natura privatistica, che per la prassi vigente possono lievitare a dismisura.
Perché rappresentano una versione che esclude in linea di principio la gestione in via esclusiva di soggetti giuridici pubblici, che a mio parare non debbono tenere conto degli elementi sopra indicati. Ciò è comprovato dall’esperienza di questa comunità che in presenza di una gestione interamente pubblica del ciclo integrato delle acque non è tenuta a tenere conto di tali elementi nella definizione della tariffa.
I CITTADINI DI QUESTA COMUNITÀ corrispondono una tariffa che non prevede utili per il comune né costi finanziari aggiuntivi alle sole quote di ammortamento di eventuali mutui che l’Ente contrae con il sistema bancario.
ECCO PERCHÉ LE TARIFFE APPLICATE A SARACENA SONO RITENUTE SCANDALOSE DALL’AEEGESI: PREVEDONO SOLO COSTI REALI DI GESTIONE.

In ultimo, visto che il Presidente Renzi spesso cita il prof. La Pira (ma a mio modo di vedere a sproposito!), annoto che il 28 febbraio 1955 in una lettera inviata ad Amintore Fanfani, che ricopriva all’epoca la carica di segretario della Democrazia Cristiana, il professore testualmente scriveva: “Fino a quando voi mi lasciate a questo posto (Sindaco di Firenze) mi opporrò con energia massima a tutti i soprusi dei ricchi e dei potenti. […] tutta la vera politica sta qui: difendere il pane e la casa della più gran parte del popolo italiano: per far questo bisogna levare dal comando delle leve economiche e finanziarie gli uomini che oggi vi si trovano”, cioè le lobby, per le cui frequentazioni attuali il Presidente Renzi può essere insignito del “premio Nobel”. Con l’aggravante che i lobbisti di oggi non possono nemmeno lontanamente essere paragonati a quelli dell’epoca “Lapiriana”: I lobbisti di ieri sono dei “dilettanti” rispetto ai “soliti noti” di oggi (se qualcuno è interessato, posso fare nomi e cognomi a cominciare da quelli dell’aeroporto di Firenze!).
Tutto ciò premesso confido in un ripensamento da parte delle SS.LL, per cui nel rispetto di quanto già previsto dal comma 4 dell’art. 9 della legge n. 36/94 (Galli) vengano apportate modifiche sia alla legislazione nazionale che a quella regionale all’esame del Consiglio, al fine di garantire la sopravvivenza di Ambiti Territoriali Ottimali, già operanti sul territorio, nel rispetto di criteri di efficacia, efficienza ed economicità, ed in ossequio allo status giuridico previsto dalla Costituzione in materia di Autonomia degli Enti Locali e della VOLONTÀ POPOLARE che si è espressa con il referendum del 2011.
L’occasione è propizia per porgere alle SS.LL. distinti saluti.» - (Fonte/Lenin MONTESANTO– Comunicazione & Lobbying)

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