Cassano| Papasso: "mandato a casa perchè ho lavorato"

ll sindaco di Cassano all'Ionio, Giovanni Papasso, ha incontrato nella serata di ieri, nell'aula consiliare Gino Bloise, amici e sostenitori. Nel suo dire il Sindaco che è ancora in carica poiché non è arrivato il decreto di decadimento ha spiegato all’uditorio le ragioni politiche di quanto successo. “È  inutile non ci sono motivi specifici. I sindaci di solito vengono mandati a casa perché delinquono o non amministrano bene la cosa pubblica.  Io sono stato mandato a casa perché ho lavorato e l’ho fatto con il solo obiettivo di far risollevare l’onore della mia città e della gente che mi ha fatto il grande dono di essere eletto e scelto come suo Sindaco.


A breve sarebbero partiti undici cantieri già finanziati e deliberati che avrebbero dato respiro e ossigeno all'imprenditoria locale. Infatti il comune negli ultimi anni è stato il soggetto promotore d’impresa più attivo. Ho chiesto la collaborazione pur di non creare questa situazione che inevitabilmente danneggerà solo la gente e chi ha fatto questo, per soli interessi personali e di potere se ne dovrà assumere le responsabilità. Non mollo perchè amo Cassano e i cassanesi e per me già da stasera tutti insieme ci prepariamo ad affrontare una nuova campagna elettorale. Ringrazio ancora una volta tutte le persone che mi stanno dimostrando vicinanza e afflato umano sia su Facebook che quando mi incontrano per strada. Cassano ha ormai invertito la tendenza, non siamo più il paese della delinquenza e dei morti ammazzati, ma fuori ci riconoscono come il paese della gente bella e onesta che ha ospitato Papa Francesco. Hanno provato a fermarci ma io dico che questa è  solo una pausa ritorneremo. Metterò al servizio del mio paese la mia passione e il mio impegno lo devo alla gente che mi sta dimostrando affetto".

Giovanni Papasso
Sindaco di Cassano

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