Villapiana: avvio al lavoro, la Minoranza contesta la mancanza di trasparenza

 Fanno discutere e ri-danno fiato alla polemica politica i criteri utilizzati dal comune per la selezione, effettuata per il tramite della municipalizzata BSV, di “autisti con patente di categoria C e un operaio comune” per un contratto di lavoro della durata massima di tre mesi. In particolare si rimprovera agli amministratori in carica il fatto di aver affidato l’incarico ad una agenzia di lavoro esterna, che tra i requisiti richiesti non figurano i carichi familiari, che non sia prevista la documentazione della situazione reddituale rilevabile attraverso il certificato ISEE e inoltre il fatto che chi intende presentare domanda deve recarsi personalmente a Cosenza presso la sede dell’Agenzia per consegnare la domanda pro-manibus. Il tutto, insomma, avverrebbe in tutta fretta e senza la necessaria trasparenza. «Clientelismo allo stato puro: – ha definito questa procedura il capo-gruppo di Minoranza Luigi Bria - l'amministratore della BSV (Eduardo Lo giudice- pdc) sceglie le persone da mandare a lavorare con lo stesso metodo con cui lui stesso è stato scelto». Qualcun altro, sul web, ha invece rimproverato all’esecutivo-Montalti di riproporre gli stessi metodi contestati agli esecutivi precedenti.
Pino La Rocca

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Alto Jonio: trivellazioni nello Jonio, Ciminelli polemico con Oliverio

Sul fronte NO TRIV ci vogliono iniziative istituzionali concrete e non solo sterili prese di posizione. E’ quanto ha affermato il sindaco di Amendolara Ciminelli riferendosi alla presunta latitanza del presidente Oliverio sul problema delle trivellazioni nel mare Jonio. «Il presidente Oliverio – ha dichiarato Ciminelli nel corso di un incontro tematico svoltosi nel suo comune tra amministratori di Calabria, Basilicata e Puglia e attivisti No Triv tra cui il coordinatore del movimento Alfredo Santarcangelo – avrebbe dovuto opporsi alla richiesta di concessione e non lo ha fatto. I proclami - ha aggiunto Ciminelli dando ragione alla rete delle associazioni R.a.s.p.a. che ha fatto la stessa osservazione - servono a poco. Servono invece azioni forti e proteste vibranti ed è necessaria una convinta sinergia virtuosa delle istituzioni per portare a Roma, nel palazzo, la nostra causa». In realtà il presidente Oliverio, tirato per la giacca, ha precisato: «Tra i primi atti assunti, ho presentato ricorso presso l’Alta Corte impugnando la legge emanata dal Governo con cui si esautoravano le regioni dai pareri vincolanti su problematiche così rilevanti. Comunque sin da ora – ha aggiunto il presidente della regione Calabria - posso anticipare che, insieme al Governatore della Puglia Emiliano promuoveremo, nelle prossime settimane, un’azione comune per contrastare, con determinazione e forza, il decreto sulla ricerca degli idrocarburi in mare». Come seconda iniziativa istituzionale il presidente Oliverio ha assunto formale impegno di ricorrere, come Regione Calabria, al Tar del Lazio contro il decreto emanato il 12 giugno scorso dal ministero dell’Ambiente che ha dato il via-libera a Enel-Longanesi di effettuare ricerche di idrocarburi in mare con la tecnica “Air Gun” che può risultare fatale per il particolare eco-sistema marino dello Jonio settentrionale». Pino La Rocca

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RDT chiede confronto a Oliverio per un piano dei rifiuti condiviso

La Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò” riunitasi a Lamezia, con la partecipazione di comitati territoriali di tutte le aree della Calabria nonché di delegazioni di importanti associazioni nazionali, nel prendere atto delle dichiarazioni del Governatore Oliverio relative al settore rifiuti, rilancia nei confronti della Giunta Regionale la proposta di un piano dei rifiuti condiviso e partecipato dai territori.
    Riteniamo che, anche alla luce di una campagna elettorale basata sullo slogan “rifiuti zero”, sia fondamentale tracciare una netta discontinuità con quanto accaduto negli anni scorsi con la Giunta Scopelliti allorquando, nonostante la fine dell'era commissariale, si è continuato a decidere nel chiuso delle stanze, sulle teste delle comunità calabresi e con risultati puntualmente catastrofici. Riteniamo pertanto necessario il coinvolgimento diretto dei territori nella costruzione di un nuovo piano di rifiuti che risponda sia ad esigenze di sostenibilità ed efficienza, sia ad esigenze di legalità, estromettendo il sistema di potere politico-malavitoso che costituisce, carte alla mano, il sistema rifiuti della Calabria.
Allo stato attuale sembra che la nuova Giunta voglia approvare un nuovo piano rifiuti senza l'audizione delle associazioni: ciò rappresenterebbe una modalità meno democratica e trasparente di quella adottata da Scopelliti, Pugliano e Gualtieri.
Dichiarandoci aperti alla massima collaborazione senza alcuna pregiudiziale, fiduciosi che si voglia dar vita anche al tavolo tecnico-politico sui rifiuti che è stato a più riprese promesso in campagna elettorale, la RDT chiede un incontro al Governatore Oliverio per chiudere la stagione delle emergenze, delle discariche e della criminalità ed avviare in Calabria un ciclo dei rifiuti virtuoso, sostenibile e trasparente.

Rete per la Difesa del Territorio “Franco Nisticò”

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Roseto Capo Spulico: querelle infinita, Mazzia replica a Ciminelli

Continua e rischia di inasprirsi la querelle tra il sindaco di Amendolara Ciminelli e quello di Roseto Mazzia. Alcuni giorni addietro Ciminelli ha proposto alla sua collega Mazzia la fusione dei due comuni, ma quest’ultima, forse ricordando lo scetticismo di Ciminelli rispetto al rilancio dell’Unione dei Comuni caldeggiata dalla Mazzia, ha rispedito al mittente la proposta. Forse Ciminelli c’è rimasto male, tanto che oggi torna a far discutere “l’attenzione” di Ciminelli verso Roseto e quindi la sua presunta invasione di campo. In realtà Ciminelli di recente ha protestato energicamente nei confronti della Prefettura di Cosenza perché a causa del crollo del viadotto Italia il traffico pesante è stato dirottato sulla malconcia S.S. 106, rischiando di mettere a rischio, secondo Ciminelli, la stagione turistica nei paesi rivieraschi. In realtà l’unico paese che viene ancora tagliato a metà dalla S.S. 106 e quindi stritolato dal traffico è Roseto e non Amendolara dove la strada passa attraverso una Variante che non tocca il centro abitato. «Sono lieta del fatto che dopo aver risolto tutti i problemi della sua città, - ha scritto Rosanna Mazzia con un pizzico di ironia - il sindaco di Amendolara sia passato ad occuparsi di quelli di Roseto …!!! Ma lo voglio rassicurare del fatto che Roseto ha un sindaco a tempo pieno e un esecutivo attento e sensibile a quel che accade sul suo territorio e ai suoi cittadini, tanto è vero che già in data 10 giugno abbiamo rappresentato a S.E. il Prefetto le criticità del nostro comune a seguito della decisione di spostare il traffico pesante dalla S.S. 18 alla S.S. 106». Il predetto incontro in realtà si doveva tenere proprio oggi ma è stato rinviato per esigenze sopravvenute della Prefettura. «La mia amministrazione – conclude l’avv. Mazzia convinta che l’incontro si farà quanto prima ma comunque in aperta polemica con Ciminelli - non vive sulla stampa, ma nel comune e tra i cittadini, cercando di risolvere i problemi e non alzando polveroni inutili».
Pino La Rocca

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Fusione, nessuna provocazione. Solo equivoci costruiti

Oranges: evitare stalking verso le istituzioni. Vogliamo che siano presenti le 100 associazioni
CORIGLIANO C. – Se, rispetto al dibattito sul progetto di fusione, vi sono delle provocazioni sicuramente inopportune, destinate a montare polemiche del tutto inutili ed a creare confusione nei cittadini, queste vanno ricercate solo ed esclusivamente in talune cicliche iniziative o ricostruzioni giornalistiche chiaramente pilotate da personaggi in cerca di visibilità, altrimenti impossibile.
È quanto dichiara il vicesindaco Francesco Paolo ORANGES respingendo quelle che appaiono ancora una volta come delle sconclusionate arringhe difensive su vicende normalissime e di ordinaria amministrazione, trasformate ad arte in equivoci, sia da chi le diffonde, sia dal cronista d’ufficio che pensa di dar loro parvenza di notizia.

Purtroppo non vi è alcuna notizia. Non vi è stato e non vi è, infatti, almeno nelle intenzioni mie e dell’Amministrazione Comunale, alcun rapporto epistolare in corso, di nessun tipo, con il coordinatore delle cento associazioni per la fusione Corigliano-Rossano Amerigo Minnicelli.  Né vi sono con lo stesso Minnicelli e con i sodalizi e sodali rappresentati rapporti conflittuali. – Certo, prendiamo atto dalla lettura dei quotidiani di oggi (lunedì 22 giugno), che il coordinatore Minnicelli pare non abbia gradito, nella forma e nella sostanza, la richiesta fattagli dal Comune di Corigliano di avere accesso a tutti i riferimenti utili delle cento ed oltre associazioni da egli coordinate. Un atto dovuto, normale, procedurale. Privo di qualsiasi altra valutazione o intenzione ostruzionistica.  L’obiettivo, tra l’altro già dichiarato in altre occasioni pubbliche, era e rimane quello di riuscire ad invitare tutte le singole associazioni ed i loro rappresentanti ad un ulteriore e, per quel che ci riguarda, quanto mai necessario momento di approfondimento democratico e dialettico su contenuti e metodi del processo di fusione tra le due città dell’Area Urbana. – Quello che l’Amministrazione Comunale vuole evitare, per essere ancora più chiari è che, come verificatosi sempre fino ad oggi, ad incontri pubblici su una questione che per noi è di importanza storica, a non essere adeguatamente coinvolte siano ancora una volta proprio le popolazioni ed a non essere presenti, paradossalmente, siano proprio le cento e oltre associazioni promotrici, rappresentate sistematicamente dalle stesse pochissime persone. Vi è stato forse in passato un corto circuito informativo al quale volevamo e vogliamo porre rimedio, per continuare a riempire di contenuti e di numeri battaglie ed iniziative che altrimenti, proprio nella popolazione, quella più lontana dai palazzi o dai salotti, continuano a venire percepite a ragione come elitarie, radical-chic e rispondenti ad interessi che non appaiono generali. – Noi continuiamo a ritenere che il processo di fusione sia anzi tutto culturale e come tale sia strategico ed irrinunciabile per le due comunità di Corigliano e di Rossano e per l’intero territorio. Ed è proprio per queste ragioni che, pur avendo più volte aderito e sostenuto senza remore le iniziative delle associazioni promotrici, consideriamo ineludibile ridurre l’attuale oggettivo gap di informazione e di convincimento che, su questa storica opportunità, esiste – e non vi è chi possa negarlo – tra i cittadini e quanti se ne sono fatti indiscutibilmente promotori. – Una pagina così importante per le storie passate e future di Corigliano e di Rossano non può essere scritta dietro il pressing di club e circoli di adepti, né può essere il risultato di quello che spesso appare come un vero e proprio stalking verso i rappresentanti istituzionali delle due città i quali, democraticamente eletti, sono sicuramente più deputati a rispondere alle istanze delle popolazioni di singoli o consorterie per quanto stimabili o elogiabili rispetto alle loro finalità. - (Fonte: MONTESANTO SAS – Comunicazione & Lobbying).

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