Professione gioco: quando il poker diventa un lavoro

Written by Redazione on . Pubblicato in Cultura

Poter vivere seguendo le proprie passioni è un sogno di molti italiani, ma in questa società basata sulla competitività è qualcosa di difficile da realizzare. Il web e tutte le tecnologie che ne sfruttano le capacità hanno però rimescolato un po’ le carte e dato nuove opportunità a quelli che per primi hanno capito il cambiamento che la società sta vivendo, incluso il mondo del lavoro.

 

In Calabria, come nel tutto il sud Italia, si fa di necessità virtù e per questo sono in tanti, soprattutto i più giovani, quelli che hanno visto nel mondo dell’iGaming l’opportunità giusta per cambiare il proprio destino. Forse perché il poker e chi ci gioca sono spesso visti come un simbolo d’indipendenza finanziaria. Proprio per questo, sin dai tempi del fenomeno Moneymaker e ancora di più con la diffusione dei dispositivi mobili, tanti sono i giocatori che si approcciano a questo gioco attraverso le piattaforme online. La sua variante più popolare è il Texas Hold’em Poker, molto diversa da quello all’italiana perciò è meglio studiarsi le regole del poker prima d’iniziare a praticare questo sport.

Fonte: Pixabay

 

Tra i nomi più noti del poker calabrese, alcuni sono riusciti a farsi valere anche a livello internazionale. Raffaele Sorrentino è quello che ha conquistato il maggior numero di successi essendo stato finora l’unico italiano a vincere un Main Event al PokerStars Championship. Per lui l’anno d’oro è stato il 2017 in cui nella stessa manifestazione ha vinto quasi un milione di dollari grazie al terzo posto conquistato al Main event di Barcellona e gli oltre 500 mila dollari guadagnati arrivando primo al Main event di Montecarlo. In oltre otto anni di carriera, il 40enne di Catanzaro si è aggiudicato poco più di 2 milioni di dollari nei tornei dal vivo e ciò lo piazza al 12esimo posto dell’Italian All Time Money List. Mentre online, i dati ufficiali non ci sono ma, il nickname “raffibiza” è uno tra i più temuti sulle piattaforme di gioco.

 

Un altro nome noto a livello europeo è Salvatore Bonavena, nativo di Cessaniti a Vibo Valentia. Uno dei veterani del poker italiano che in oltre 15 anni di carriera ha raccolto più di 3 milioni di dollari. Noto come Mr. EPT per il suo primo posto allo European Poker Tour di Praga del 2008, nel suo palmarés ci sono anche la vittoria all’Italian Poker Tour di Venezia nel 2010 e i due titoli di campione italiano al Casino de La Vallée di Saint Vincent agli Italian Series of Poker 2012 e 2013.

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Un altro veterano è Giuseppe Caridi di Reggio Calabria che è ormai sulla scena da oltre 10 anni. Tra i suoi successi più recenti vale la pena nominare i suoi primi posti a un evento del PokerStars Festival del 2018 a Londra e all'EPT di Montecarlo nel 2019. Per lui, che ha sempre giocato nei tornei dai budget più piccoli, le vittorie totali dal vivo arrivano a poco più di 200 mila dollari.

 

Altri nomi noti nel panorama nazionale sono: Pasquale Pellicanò, che nel 2016 si mise in mostra vincendo un Sunday Special High Roller, Paolo Romualdo, Domenico Cordì, e le new entry Chicco Maglia e Marco Levato. Volti noti sono quelli di Marco Aloe e Luca Moschella, che hanno partecipato al reality di Mediaset dedicato al poker “La casa degli Assi 2”.

 

Tanti professionisti e non tanti giocatori amatoriali, infatti la Calabria e in fondo alla classifica nazionale di spesa pro capite per il gioco, con soli 1.097 euro spesi nel 2019. Peggio di lei solo Val d’Aosta e Basilicata. La provincia che ha fatto registrare la spesa maggiore è Reggio Calabria con 1.268 euro pro capite seguita da Vibo Valentia con 1.098 euro, dove però si trova Tropea che detiene il record regionale con oltre 1.500 euro di spesa. A breve distanza Cosenza (1.067 euro), Catanzaro (1.018 euro) e Crotone che con 839 euro spesi è penultima in Italia. Di contro la regione è una di quelle che spende di più nel gioco online: terza dopo Sicilia e Campania.

 

Le tre regioni del sud sono l’esempio di come il gioco sia sempre più online, il dato dell’anno scorso aveva infatti mostrato una crescita del +70% rispetto al 2018.

 

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